
Padova: la Procura dichiara illegittimi 33 atti di nascita di figli da maternità surrogata
La Procura di Padova ha dichiarato illegittimi 33 atti di nascita di figli di coppie omosessuali, quelli resi validi dal 2017 fino a oggi dal sindaco Sergio Giordani. Luca Ciriani difende la decisione della Procura.
A Padova la Procura ha annullato tutti i 33 atti di nascita che il sindaco Sergio Giordani (PD) aveva validato dal 2017, che documentavano il riconoscimento di altrettanti figli a coppie omogenitoriali. La prima è stata una coppia di madri, alla quale è giunta la notifica di un atto giudiziario nel quale il Procuratore chiede al tribunale di Padova di rettificare l’atto di nascita della bambina, risalente all’agosto del 2017, e la correzione del cognome, cancellando quello della seconda madre. In questi giorni altre raccomandate stanno arrivando al resto delle coppie.
Le notifiche della Procura seguono la decisione di questi mesi del Governo di dichiarare la maternità surrogata reato universale, quindi perseguibile anche se effettuata all’estero, mentre l’esame del Ddl prosegue alla Camera, dove Carolina Varchi di Fratelli d’Italia, che fu la prima a firmare la proposta, mira a chiudere il provvedimento prima della chiusura estiva del Parlamento.

Sergio Giordani
Precisazione: il provvedimento della Procura di Padova, ovviamente, non mira a togliere i bambini alle coppie omosessuali, ma riconosce la maternità (O paternità) al solo genitore biologico. L’altro, escluso dallo stato di famiglia, avrà bisogno di una delega in alcuni casi, come ad esempio andare a prendere il bambino o la bambina all’asilo.
Già in passato, sulla maternità surrogata conseguita all’estero, la Suprema corte aveva dichiarato nulla la decisione dei giudici della Corte d’appello di Venezia, che nel 2018 avevano imposto al sindaco di Verona di riconoscere i due padri di un bambino nato tramite donazione di ovuli in Canada nel 2015, lasciando però la possibilità di adozione da parte del genitore non biologico.
Una procedura, questa dell’adozione, che di fatto aggira le critiche dell’opposizione su un presunto vuoto normativo, dando la possibilità anche al genitore non biologico di fare parte dello stato di famiglia.

Emma Bonino
La stessa opposizione che, ancora una volta, confonde il rispetto delle leggi con l’omofobia, come emerge anche dalle parole di Emma Bonino, di +Europa: “Trentatré atti di nascita, dal 2017 a oggi, impugnati dalla procura di Padova. Non 33 pezzi di carta, ma 33 bambini. Ecco cosa produce l’omofobia di Stato di questo governo che passa sopra i corpi e i sentimenti dei bambini e delle loro famiglie per imporre un unico modello di famiglia”.
Secondo la procuratrice facente funzioni della Procura padovana, Valeria Sanzani, l’atto delle 33 nascite “Va contro le leggi e i pronunciamenti della Cassazione. Io sono tenuta a far rispettare la legge e con l’attuale normativa non posso fare altro” e sottolinea, riferendosi alla prima coppia che ha ricevuto la notifica “La giovane età della bambina esclude che la modifica del cognome come richiesto possa avere ripercussioni sulla sua vita sociale“.
“Penso che sia grave che il Parlamento e il governo abbiano scaricato scelte così delicate su sindaci e tribunali, ma almeno spero che si avvii un cammino che sarà utile a fare chiarezza una volta per tutte. Sono convinto che il faro alla fine sarà proprio la Costituzione” ha dichiarato il sindaco di Padova, che da parte sua conferma di essere “Sereno e convinto delle scelte fatte. Dal 2017 trascrivo gli atti di nascita delle bambine e dei bambini figli di due mamme. È un atto di responsabilità verso questi piccoli perché non accetto il pensiero che ci siano bambini discriminati fin da subito, e appena nascono, nei loro fondamentali diritti”.

Luca Ciriani
A difendere la decisione della Procura di Padova c’è anche Luca Ciriani, ministro per i Rapporti con il Parlamento: “La Procura di Padova ha semplicemente applicato le leggi. In Italia il matrimonio è soltanto tra uomo e donna. I sindaci non sono sopra la legge. Bisogna evitare gli slogan usati dal deputato Zan (Alessandro Zan, parlamentare PD, ndr), occorre affrontare l’argomento con prudenza e rispetto” e conferma “I diritti dei minori sono tutelati sempre e comunque, nessun bambino, qualunque sia il genitore ha diritti inferiori rispetto ad altri bambini“.
