Procura di Roma: condanna a Saviano per diffamazione nei confronti di Meloni

Procura di Roma: condanna a Saviano per diffamazione nei confronti di Meloni

Lo scrittore Roberto Saviano è stato condannato dalla Procura di Roma a una multa di per aver diffamato la Premier italiana, da lui definita “Bastarda” nel corso di una trasmissione dove era intervenuto sul tema dei migranti.

Facciamo un passo indietro: nel 2020, nel corso del programma “Piazzapulita” su La7, quando Giorgia Meloni non era ancora solo la parlamentare e leader di Fratelli d’Italia, in riferimento alla morte di un bambino migrante Roberto Saviano esclamò “Vi sarà tornato alla mente tutto il ciarpame detto sulle ong: taxi del mare, crociere […] Viene solo da dire bastardi. A Meloni, a Salvini, bastardi, come avete potuto? Come è stato possibile tutto questo dolore descriverlo così? Legittimo avere un’opinione politica ma non sull’emergenza”.

Matteo Salvini, senatore all’epoca della dichiarazione di Saviano e attuale ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, non querelò lo scrittore per questa frase, ma si costituì poi parte civile. Si è comunque considerato danneggiato, e in caso di condanna definitiva può comunque chiedere un risarcimento.

Matteo Salvini

Per la cronaca, tra il ministro e lo scrittore è comunque già in corso un altro processo per diffamazione per un post di Saviano del 2018 (Quando Salvini era ministro dell’Interno) dove lo definiva un “Ministro della Malavita”.

A differenza di Salvini, la leader di FdI querelò direttamente lo scrittore, ora condannato alla multa da 1000 euro, con la motivazione “Il ruolo pubblico delle parti in causa non deve farci perdere di vista la sostanza del fatto, ossia una critica politica andata oltre i limiti di continenza stabiliti dalla legge con una espressione brutta e inammissibile”, come riporta il Pm Pietro Pollidori nelle requisitoria, che tra l’altro aveva chiesto una multa 10 volte superiore, alla quale si volevano aggiungere i 75mila euro di risarcimento danni chiesti dall’avvocato di parte civile, Luca Libra, che ha specificato come quella di Saviano “Non è una critica perché non è agganciata alla realtà, parla di provvedimenti e parole non attribuibili a Meloni e l’unico fine dell’imputato era colpirne la dignità morale e personale con una diffamazione di eccezionale gravità per la mediaticità del fatto e la violenza dell’epiteto”.

Giorgia Meloni

La multa si è infine ridotta perché il giudice ha riconosciuto le attenuanti generiche, oltre a respingere la richiesta di provvisionale e disporre che la condanna non venga trascritta nel casellario giudiziario dello scrittore.

Sostenere che Giorgia Meloni stia perseguitando qualcuno è assolutamente falso“. afferma il legale di Giorgia Meloni, Luca Libra “L’imputato ha usato un linguaggio eccessivo, volgare e aggressivo; è possibile fare critica, ma nessuno è al di sopra del codice penale“.

Da parte sua, Saviano approfitta della sentenza per vestire i panni del martire della verità: “Pur nell’assurdità di essere portato a giudizio dalla Premier per averla criticata, non c’è onore più grande che può essere dato a uno scrittore che vedere le proprie parole mettere paura a un potere tanto menzognero. Sono abituato a pagare un prezzo per ogni parola”.

E prende in considerazione l’idea di lasciare l’Italia: “Tempo fa qualcuno aveva messo in giro la fake news che mi sarei trasferito all’estero. Oggi, alla luce della condanna che ho ricevuto, è un’idea che sto valutando e prendendo in considerazione. In Italia, con questo Governo sarà sempre più complicato vivere, sotto tutti i punti di vista”.

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