
Governo: conclusa la conferenza stampa di fine anno alla Camera
Conclusa la conferenza stampa di fine anno alla Camera. Il bilancio della Premier Giorgia Meloni, che ha affrontato anche il recente caso Pozzolo. Sul tavolo per i primi sei mesi del 2024 ci sono anche il Pnrr, la riforma della Giustizia e il G7.
La conferenza stampa più lunga di sempre, quella tenuta da Giorgia Meloni ieri alla Camera dei deputati, complici forse anche i due rinvii a causa di una forte influenza che aveva colpito la leader di Fratelli d’Italia, che hanno fatto aumentare gli argomenti, incluso il recente caso del colpo partito dalla pistola di Emanuele Pozzolo a una festa di capodanno.
Nel corso della conferenza, inizialmente era prevista prima per il 21, poi per il 28 dicembre, Meloni ha parlato per tre ore, affrontando praticamente quasi ogni tema di Governo. Le domande sul tavolo erano 42, due in più di quelle previste.

Giorgia Meloni
Per quanto riguarda i temi più immediati, quelli dei primi sei mesi del 2024, Meloni ha confermato che tra gli obiettivi del Governo “C’è la messa a terra del nuovo Pnrr che dovrebbe arrivare nelle prossime settimane”.
Tra le altre priorità ci sono la riforma della Giustizia, il premierato, che “Non tocca i poteri del capo dello Stato” e di cui si prevede un referendum che “Non sarà sul governo o su di me ma sul futuro della nazione”, un piano di borse di studio per studenti meritevoli, il piano Mattei e il G7.
In mezzo a tante incognite future per l’economia, Meloni ha una certezza: “Preferisco tagliare la spesa pubblica piuttosto che aumentare le tasse“.
Per quanto riguarda il caso più recente che ha riempito le cronache, il colpo partito dalla pistola di Pozzolo, sul quale sta indagando la Procura e i Ris, Meloni ha confermato la sospensione del deputato: “Ho chiesto che Pozzolo venga deferito ai probiviri di Fratelli d’Italia, nel frattempo sarà sospeso”.

Emanuele Pozzolo
Sul tavolo anche l’ipotesi di Manovra correttiva: “Atteso che tutti i Paesi europei hanno previsioni aggiornate, l’Italia per la prima volta ha una crescita superiore a quella degli altri Paesi. Inoltre il Patto di stabilità parte dal 2025 e non dal 2024. Mi pare presto parlare di Manovra correttiva. Noi manterremo aperto l’osservatorio e in corsa si valuterà cosa fare”, ha confermato infatti la Premier italiana.
Sul caso Anas-Tommaso Verdini, ha poi dichiarato “Non ho mai fatto le dichiarazioni che ho letto”, e di non disporre degli “Elementi per commentare il fatto in sé. Penso che sulla questione bisogna attendere la magistratura, quello che ho letto è che le intercettazioni fanno riferimento al precedente Governo, Salvini non viene chiamato in causa e quindi non ritengo che debba riferire in Aula su questa materia”. E infine: “Da quello che so, l’unica tessera che aveva Tommaso Verdini era del Pd, ma nessuno di noi ha detto che il Pd sarebbe coinvolto”.
Intende anche aprire a una parziale privatizzazione di Poste e Ferrovie dello Stato, con una “Riduzione delle quote in partecipate che non riduce il controllo pubblico, come Poste, oppure con l’entrata di privati con quote minoritarie, come in Ferrovie. Ovviamente sono passaggi complessi e la tempistica non solo da me. Abbiamo dato un segnale con Mps con la nostra iniziativa parte delle risorse sono rientrate, abbiamo dato un bel segnale. Lo Stato deve controllare ciò che è strategico ma ciò comporta aprirsi anche al mercato”.

Tra i temi, anche quello dell’intelligenza artificiale, un argomento da sempre affrontato dalla leader di FdI, che teme possa avere un impatto sui posti di lavoro: “Sono particolarmente preoccupata su vari livelli, in particolare sul mercato del lavoro. Ci troviamo di fronte a una rivoluzione, l’intelletto rischia di essere sostituito e l’impatto riguarda anche lavori di alto profilo, rischiamo un impatto devastante. Organizzeremo un focus preciso sull’intelligenza artificiale al G7, ma prima sto lavorando a una iniziativa specifica sull’impatto dell’IA sul mercato del lavoro”.
C’è stato spazio anche per qualche domanda fuori programma, ad esempio quando hanno chiesto a Meloni quale è stato, per lei, il momento più difficile del 2023. La sua risposta è stata la strage di “Cutro, 94 persone che muoiono e l’accusa che è colpa tua sono una cosa che pesa, anche se non ritengo che sia colpa mia, ma anche l’accusa pesa”.
