
Conflitto a Gaza: laburisti israeliani presentano mozione sfiducia per Netanyahu
Il Partito laburista israeliano ha pronta la mozione di sfiducia per il Governo guidato da Benjamin Netanyahu. Merav Michaeli “Ho visto Netanyahu respingere pubblicamente una proposta di negoziato”. Sale a 25.295 il numero dei palestinesi uccisi a Gaza.
Il Partito Laburista israeliano guidato da Merav Michaeli presenterà oggi una mozione di sfiducia contro il Governo guidato da Benjamin Netanyahu. “Abbiamo evitato di farlo fino ad ora, ma poi ho visto Netanyahu respingere pubblicamente una proposta di negoziato invece di dire che sta ribaltando ogni pietra per restituire i sequestrati”, ha confermato la stesso Michaeli.
I laburisti israeliani, che hanno 4 seggi su 120 nella Knesset (Il Parlamento di Tel Aviv, si aspettano che anche i partiti di opposizione sostengano la mozione di sfiducia, anche se le probabilità sono basse.

Merav Michaeli
Nel frattempo l’alto rappresentante per la politica estera Ue, Josep Borrell, nel corso del Consiglio affari esteri a Bruxelles, si chiede quale sia il limite massimo di vittime civili: “La situazione umanitaria a Gaza non potrebbe essere peggiore, non c’è cibo, medicine e le persone sono sotto le bombe. Alcuni ministri concordano che ci sono troppe vittime civili, ma quando troppo è troppo? Oggi parleremo anche di questo”, per poi aggiungere, commentando le operazioni militari israeliane, “Non è il modo di condurre un’operazione militare, e lo dico nel rispetto delle vittime del 7 ottobre”.

Annalena Baerbock
Anche la ministra degli Esteri tedesca, Annalena Baerbock, arrivando allo stesso Consiglio di Bruxelles, si chiede “Per quanto sia urgente alleviare le gravi sofferenze e liberare finalmente tutti gli ostaggi vivi, è ancora più importante chiarire che Israele può vivere in sicurezza solo quando i palestinesi potranno vivere in sicurezza con dignità. E i palestinesi possono vivere in dignità, in sicurezza, in libertà solo se Israele vive in sicurezza. Ecco perché la soluzione dei due Stati è l’unica soluzione e coloro che non ne vogliono sapere non hanno ancora proposto alcuna altra alternativa. E la pace potrà esserci solo se ci sarà pace per tutti i popoli della regione”.

Benjamin Netanyahu
Da parte sua il premier israeliano continua a respingere ogni proposta di pace e ogni idea della creazione di due stati, che persino il presidente degli USA (Da sempre storici alleati di Israele) considera come “Non impossibile”: “Come premier di Israele sostengo questa posizione con determinazione anche di fronte a pressioni enormi internazionali e interne. È stata questa mia ostinazione a impedire per anni uno Stato palestinese che avrebbe costituito un pericolo esistenziale per Israele. Finché sarò primo ministro, questa sarà la mia posizione“.
