Palazzo Chigi smentisce l’allontanamento dei poliziotti

Palazzo Chigi smentisce l’allontanamento dei poliziotti

Giorgia Meloni avrebbe ordinato di allontanare alcuni poliziotti dal suo piano di Palazzo Chigi, che smentisce. Il capo ufficio stampa della Premier: “Notizia priva di fondamento”. Ma il sindacato di Polizia conferma: “Fatto gravissimo, non si fida“. Il sindacato Silp Cgil: “È così, non può essere lei a decidere chi e come deve garantire la propria sicurezza”. Il timore di una talpa.

Giorgia Meloni avrebbe chiesto di non avere agenti di Polizia davanti al suo ufficio al primo piano, privandosi così del dispositivo di sicurezza garantito dall’ispettorato in servizio permanente nel palazzo. Il provvedimento, come dichiarato da fonti interne, è arrivato lunedì 9 alle 17. Il sindacato Silp Cgil conferma di aver verificato la decisione di Meloni: “Ha gettato nello sconforto i nostri colleghi che da sempre con dedizione e spirito istituzionale operano per la sicurezza di chi ha l’onere e l’onore di governare questo paese”.

Giorgia Meloni

Come sottolinea Matteo Mauri del Pd, ex viceministro dell’Interno: “Tentare di sminuire quanto accaduto è inutile e infantile, soprattutto cercando di giustificare la decisione derubricandola all’accompagnamento negli ascensori. Noi abbiamo la certezza assoluta di quanto avvenuto”.

Per Matteo RenziTogliere gli agenti di polizia dall’ascensore dedicato del Premier è un atto gravissimo”. Il M5s: “Oggi è il turno del complottismo contro i poliziotti in servizio a Palazzo Chigi. Meloni non può governare questo paese vivendo nell’ossessione dei nemici immaginari”.

Del caso potrebbe occuparsi il Copasir, mentre Avs chiede spiegazioni al Viminale con un’interrogazione parlamentare al ministro Matteo Piantedosi.

Matteo Piantedosi

La prima reazione è arrivata dallo stesso staff di Meloni. Secondo il suo capo ufficio stampa, Fabrizio Alfano, la Premier “da sempre ripone piena e totale fiducia (nelle forze di Polizia, ndr). Non è cambiato nulla, la sicurezza al primo piano rimane affidata agli agenti di Polizia di Palazzo Chigi” e smentisce “Nel modo più assoluto che ci sia stato un ordine di servizio verbale o scritto”.

Alfano precisa solo che la Premier “ha fatto presente al direttore dell’ispettorato di Palazzo Chigi di rivalutare la presenza di un agente di polizia destinato esclusivamente agli accompagnamenti in ascensore“.

Giovanbattista Fazzolari

Da parte sua la Premier ha infatti ammesso di aver fatto spostare un solo poliziotto. Quello che, in rotazione con altri tre, ha il compito di accompagnarla fino all’ascensore. Compito non adatto, per Meloni, alle qualifiche di poliziotto: “Da quando sono arrivata deve solo spingere un pulsante, dal piano terra al primo piano, dal primo piano al piano terra. Ho pensato che fosse lì per fare il poliziotto e che si ritrovasse invece a fare l’ascensorista, e nel momento in cui sono intervenuta ho creduto di fare qualcosa di più utile anche per lui”.

Anche la scorta della Premier, con a capo Giuseppe Natoli, marito della sua assistente personale Patrizia Scurti, smentisce le teorie di complotto. Come conferma ancora Meloni: “Se non avessi fiducia nella Polizia sarei finita. È ovvio che mi fidi degli agenti in servizio e della sicurezza che garantiscono alla sede istituzionale del governo e a me stessa. Passo con loro tutte le mie giornate”.

Alessandro Giuli

Ma i sindacati di Polizia hanno dichiarato che non uno, ma quattro poliziotti sono stati spostati per volere della Presidente del Consiglio “Probabilmente per mancanza di fiducia», spiegano”. In verità a Palazzo Chigi, da qualche tempo, gira il timore di una talpa interna, che farebbe uscire notizie dal palazzo per mettere in difficoltà il Governo.

Tale timore, reale o meno, sarebbe iniziato con il caso di Sangiuliano. A mettere in difficoltà il ministro dimissionario sarebbe stato qualche funzionario vicino a Maria Berlusconi. Per questo, subito dopo l’insediamento di Alessandro Giuli, sarebbe partito l’ordine di trovare la presunta talpa. Da parte sua il responsabile della comunicazione del governo, Giovanbattista Fazzolari, ha reso gli accessi privati e tracciabili già da mesi.

 

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