Svolta a Roma la venticinquesima edizione di Atreju

Svolta a Roma la venticinquesima edizione di Atreju

Venticinquesima edizione di Atreju “La via italiana” a Circo Massimo. Discorso conclusivo di Giorgia Meloni. La Premier affronta tutti i temi della politica. Presenti anche Antonio Tajani, Maurizio Lupi e Lorenzo Cesa, con Matteo Salvini in collegamento da Milano.

Nello scenario del Circo Massimo si è conclusa la venticinquesima edizione di Atreju, l’evento della destra italiana, in questa edizione dotato anche di un mercato natalizio di prodotti tipici e una pista di pattinaggio per adulti e bambini, oltre a intrattenimenti culturali e mostre.

La prima edizione di quella che è ormai la festa di Fratelli d’Italia risale al 1998 a Colle Oppio, quando era organizzata dalla sezione giovani di Alleanza nazionale. Con il tempo si è salita come ambientazione, arrivando al Circo Massimo, ma anche come durata: rispetto ai quattro giorni dell’edizione dello scorso anno, questa del 2024, dal titolo “La via italiana” è durata dall’8 al 15 dicembre, con il discorso conclusivo domenica di Giorgia Meloni e ospiti come Antonio Tajani, Maurizio Lupi e Lorenzo Cesa, oltre a Matteo Salvini in collegamento da Milano.

In un’ora di discorso, la Premier italiana ha affrontato praticamente tutti i principali temi di attualità: dai contestati centri per migranti in Albania, che “Funzioneranno, perché io sono una persona perbene e voglio combattere la mafia“, alle relazioni economiche e diplomatiche con gli USA (tra meno di un mese Donald Trump si insedierà alla Casa bianca) passando per il lavoro, dove Meloni ha confermato “In due anni 850mila occupati in più, Berlusconi sarebbe fiero di noi” e per la sicurezza, “emergenza sociale, che si scarica soprattutto sulle fasce più deboli della nostra popolazione“.

Matteo Salvini

Per la leader di Fratelli d’Italia, il 2025 sarà anche l’anno delle riforme, “che spaventano molti ma sono giuste. Ci vorrà molta pazienza, ma faremo tutto quello che va fatto. Andremo avanti sul premierato, madre di tutte le riforme, su autonomia differenziata, riforma fiscale e riforma della giustizia”.

È sicura anche sulla solidità della coalizione: “Arriveremo compatti alla fine del governo e oltre. Tutti quelli che sperano che qualcuno metterà davanti il proprio personale destino, rimarranno delusi e deludere la sinistra è il nostro sport preferito. Non mettiamo mai la fazione prima della Nazione. L’occasione è ora e non permette passi incerti e tentennamenti. Servono cuori puri e gambe ferme. Ma io sono certa che siamo all’altezza del compito, che l’Italia è all’altezza del compito“.

Non sono mancate ulteriori critiche alla sinistra, in particolare alla segretaria del Pd: “A Schlein si inceppa la lingua quando deve dire la parola Stellantis” e la premier respinge anche le accuse di aver diminuito le risorse destinate alla sanità: “136 miliardi e mezzo di euro, è il fondo più alto mai stanziato… La calcolatrice serve a voi, con quale faccia e dignità parlate?“.

 

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