Gaza: 25 paesi firmano condanna a Israele. C’è anche l’Italia

Gaza: 25 paesi firmano condanna a Israele. C’è anche l’Italia

25 paesi, Italia inclusa, firmano lettera contro Israele per la situazione nella Striscia di Gaza: Tajani: “I palestinesi hanno la loro terra, hanno diritto ad avere un loro Stato“. Le azioni di Tel Aviv, per l’Italia, non hanno più un senso militare e rischiano di pesare sulla credibilità politica del paese.

L’Italia e altri 24 paesi sono firmatari di una severa lettera diretta a Tel Aviv, con posizioni e dichiarazioni molto critiche riguardanti la gestione degli aiuti umanitari, i piani di espansione, gli insediamenti, le azioni dei coloni israeliani in Cisgiordania e lo stesso conflitto nella Striscia.

Antonio Tajani

Lo spiega il ministro degli esteri, Antonio Tajani: “C’è stato un documento che abbiamo firmato con alcuni paesi, Gran Bretagna, Austria, Portogallo, Francia, per chiedere l’immediato cessate il fuoco, la possibilità di far entrare quanto prima gli aiuti umanitari. La situazione a Gaza è realmente insostenibile. Noi sosteniamo, chiaramente, il rilascio senza condizioni degli ostaggi israeliani in mano ai terroristi. Allo stesso tempo, Israele deve compiere passi in avanti decisi, senza perdere tempo. C’è anche il problema che riguarda i coloni. Noi siamo amici di Israele, ma quello che sta accadendo non va bene, lo abbiamo ribadito e questo documento va nella direzione di spingere Israele ad affrontare e risolvere la soluzione. Sosteniamo l’azione di Stati Uniti, Qatar ed Egitto per arrivare a una soluzione di un cessate il fuoco, ma bisogna far entrare alimenti, aiutare la popolazione civile, ci sono ogni giorno troppi morti, è inaccettabile“.

La Striscia di Gaza

Tajani è molto chiaro: “I palestinesi hanno la loro terra, hanno diritto ad avere un loro Stato, che deve riconoscere Israele e che deve essere riconosciuto da Israele, ma il popolo palestinese deve poter realizzare il proprio suo. Noi non cambiamo linea, è sempre stata quella del due popoli due Stati“.

A portare a questa posizione l’Italia, finora tollerante nei confronti di Tel Aviv, è che le azioni di Israele non abbiano più un significato militare (come reazione agli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023). Inoltre, tali azioni stanno ormai pesando a livello politico sulla credibilità di Israele di legittimarsi.

Come leggiamo nella lettera congiunta dei 25 paesi: “Ci opponiamo fermamente a qualsiasi misura che implichi un cambiamento territoriale o demografico nei Territori palestinesi occupati“.

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