Crans-Montana, i primi segnali di luce dopo il rogo

Crans-Montana, i primi segnali di luce dopo il rogo

Arrivano segnali incoraggianti dagli ospedali milanesi dove sono ricoverati i feriti dell’incendio di San Silvestro a Crans-Montana. Undici pazienti si trovano al Niguarda e uno al Policlinico. Tra loro anche Leonardo e Kean, entrambi 16enni, che nelle ultime ore sono stati risvegliati dalla sedazione profonda.

I due ragazzi sono vigili ma non possono ancora parlare: hanno mani e corpo fasciati e comunicano grazie a sistemi di comunicazione aumentativa e alternativa tramite computer. Possono vedere i videomessaggi degli amici e interagire con icone ed emoticon. Un momento che ha profondamente colpito anche l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, che ha raccontato l’episodio di un giovane appena estubato: alla domanda della madre “Come ti senti?”, il ragazzo ha scartato paura, ansia e dolore, scegliendo infine l’icona della felicità.

«È stato un momento molto emozionante», ha detto Bertolaso, sottolineando però che il percorso di cura sarà ancora lungo: settimane o mesi di terapie, tra interventi chirurgici e medicazioni continue.

Tra i pazienti più gravi c’è Manfredi, 16enne romano, con ustioni sul 35% del corpo e un’infezione in corso: subirà un nuovo intervento nei prossimi giorni. Francesca è stata sottoposta a un’altra operazione, mentre Antonio, 14 anni, potrà proseguire le cure in day hospital. Eleonora, 29 anni, sarà trasferita a Cesena per avvicinarsi alla famiglia. Migliorano anche le condizioni di Giuseppe, il cui volto è ormai quasi libero dalle fasciature.

Resta complessa la situazione dei pazienti tracheostomizzati e di chi ha riportato ustioni profonde, come il 15enne Filippo, per il quale la riabilitazione sarà particolarmente lunga.

Intanto, al liceo Virgilio di Roma, i compagni della terza D hanno scelto di non rimuovere i banchi vuoti degli studenti feriti: un gesto silenzioso di attesa e solidarietà. «La gestione delle ustioni è tra le più difficili in assoluto, soprattutto quando si sommano complicazioni polmonari», ha concluso Bertolaso. «Ora aspettiamo il momento in cui potremo dire che tutti i ragazzi sono fuori pericolo».

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