
A Roma trema la Giunta Raggi. Arrestato Marcello De Vito corruzione e favoreggiamento i reati contestati
Arrestato il presidente del Consiglio comunale di Roma Marcello De Vito. L'accusa per lui è di corruzione aggravata.
Esponente di spicco romano del M5S, l’avv. De Vito fu nel 2013 il primo candidato alla poltrona di sindaco della Capitale scelto con votazione online dal suo partito. Ribattezzato Mr. Preferenze perché nelle scorse amministrative romane raggiunse 6451 voti tanto da ottenere la presidenza dell’assemblea al Campidoglio. Ora Di Maio lo ha espulso dal partito. Al suo posto verrà formalizzato a giorni l’incarico di presidenza a Enrico Stefà
Marcello de Vito presidente dell’assemblea capitolina è stato arrestato con l’accusa di corruzione. I carabinieri hanno eseguito nelle prime ore del giorno il provvedimento emesso dai pm, Luigia Spinelli e Barbara Zuin, prelevando l’avvocato pentastellato dalla sua abitazione dopo aver effettuato anche una perquisizione, proseguita poi in alcuni uffici del Campidoglio. L’accusa è pesante per De Vito che dovrà rispondere adesso del reato di corruzione nell’ambito dell’indagine “Congiunzione astrale”, legata all’inchiesta avviata a suo tempo sulla costruzione del nuovo stadio della Roma, che ha visto finire in carcere l’imprenditore Parnasi. Stessa sorte è toccata all’avv. Mezzacapo, persona vicinissima al presidente dell’assemblea capitolina, mentre sono scattati gli arresti domiciliari per gli architetti Fortunato Pititto e Gianluca Bardelli. L’indagine si concentra sulle condotte corruttive e il traffico di influenze illecite per la realizzazione del nuovo stadio della Roma, la costruzione di un albergo nei dintorni della ex stazione ferroviaria di Trastevere e la riqualificazione dell’area degli ex Mercati generali di Roma Ostiense. Tra i nomi degli indagati per traffico di influenze illecite compaiono anche quelli del patron della Virtus Roma, Claudio Toti, presidente della basket Virtus Roma e Pierluigi Toti. Secondo gli inquirenti De Vito avrebbe già incassato un primo acconto di 48mila euro della cifra totale di 110mila euro, fatta promettere ai due imprenditori dall’esponente pentastellato, in cambio del suo interessamento con il pubblico ufficiale incaricato di approvare il progetto di riqualificazione degli ex Mercati generali di Ostiense. I 48mila euro sarebbero stati elargiti dalla società Silavano Toti Holding spa sotto forma di corrispettivo di incarico professionale svolto dallo studio legale di Mezzacapo e da questo trasferito poi su un conto intestato alla società MDL srl, riconducibile allo stesso avvocato e a De Vito. Risultano indagati a piede libero anche Sara Scarpari, amministratore della MDL srl e l’avvocato Virginia Vecchiarelli.
Marcello De Vito fu il primo candidato sindaco di Roma espresso online dal M5S che arrivò terzo nella competizione alla poltrona capitolina tra Marino e Alemanno. De Vito nella giunta Raggi ebbe l’incarico di presidente dell’assemblea del Campidoglio perché ottenne il massimo delle preferenze tanto da essere ribattezzato Mr. Preferenze. Ora De Vito è stato rimosso dalla sua carica ed è fuori dal partito. Lo ha deciso oggi lo stesso Di Maio. Il M5S rimpiazzerà al suo posto Enrico Stefano e a giorni verrà formalizzato il suo incarico. L’indagine “Congiunzione astrale” prende il nome dalle intercettazioni in mano agli inquirenti da dove risulta Mezzacapo confidarsi con l’esponente del M5S, dicendo:” Marcè dobbiamo sfruttare questa congiunzione astrale favorevole”, riferendosi alla concomitanza che il M5S è al Governo e a Roma in Campidoglio.
