
Migranti: L’Europa dalla parte dell’Italia per la gestione sbarchi dalla Tunisia
Nella giornata di ieri la Premier Giorgia Meloni è tornata in Tunisia insieme a Mark Rutte e Ursula von der Leyen per incontrare il presidente Kaïs Saïed e discutere della gestione dell’emergenza migranti. Il pacchetto di aiuti è definito in cinque punti, ma Saïed respinge quello che riguarda la gestione dei migranti.
Ieri, a soli cinque giorni di distanza dalla sua ultima visita al presidente tunisino Kaïs Saïed, la leader di Fratelli d’Italia è tornata in Tunisia, questa volta insieme a Mark Rutte e Ursula von der Leyen, per discutere della stabilità del governo tunisino e dell’immigrazione verso l’Italia. Il fatto che insieme alla Premier italiana ci fossero anche il suo omologo dei Paesi bassi e la presidente della Commissione europea è indice del fatto che l’emergenza degli sbarchi non riguarda più solo l’Italia, ma l’intera Europa, più volte chiamata da Giorgia Meloni ad assumersi le proprie responsabilità.

Kaïs Saïed
Le proposte dell’Europa consistono in aiuti alla Tunisia, ormai a rischio di default, in cambio dell’impegno a diminuire i flussi migratori. In particolare Von der Leyen ha annunciato che nel corso di quest’anno l’Unione europea stanzierà 100 milioni di euro per la Tunisia, destinati alla gestione delle frontiere, la ricerca e il salvataggio dei migranti, la lotta ai trafficanti e i rimpatri, con l’obiettivo di ottenere “Un approccio olistico alla politica migratoria radicato nel rispetto dei diritti umani”.
La proposta della Presidente della Commissione europea, detta così, somiglia al trattato di Bengasi del 2008 tra Berlusconi e Gheddafi, e infatti su questo Saïed ha molte riserve: “La soluzione che alcuni sostengono segretamente di ospitare in Tunisia migranti in cambio di somme di denaro è inaccettabile, così come le soluzioni di sicurezza si sono dimostrate inadeguate, anzi hanno aumentato le sofferenze delle vittime della povertà e delle guerre”. Il presidente tunisino teme che il suo paese diventi una sorta di guardia di frontiera per l’Europa. Quindi gli aiuti europei saranno ben accetti, ma in cambio la Tunisia non concederà il controllo sui flussi migratori.

Ursula von der Leyen
Va specificato che dalla Tunisia non provengono solo immigrati tunisini, ma il paese, vista la sua vicinanza all’Italia, è anche una sorta di snodo per i flussi migratori che dall’Africa si dirigono verso l’Europa.
Più in dettaglio il pacchetto di aiuti alla Tunisia si articola in cinque punti: sostegni finanziari, investimenti e commercio, collaborazione nel settore dell’energia (In particolare il collegamento sottomarino Medusa, che dovrebbe collegare le sponde di Italia e Tunisia nel Mediterraneo), il controllo dei flussi migratori (Che in teoria dovrebbero diminuire in automatico una volta stabilizzato il paese), e agevolazioni ai tunisini per studiare, lavorare o formarsi professionalmente in Europa.

Come ha confermato ancora Von der Leyen ieri, alla presenza di Giorgia Meloni e Mark Rutte: “È interesse comune rafforzare le nostre relazioni e investire nella stabilità e nella prosperità. Questo è il motivo per cui siamo qui, ed è per questo che stiamo lavorando con la Tunisia su un pacchetto globale, che si basa su cinque pilastri. Il primo è lo sviluppo economico. Sosterremo la Tunisia, per rafforzarne l’economia. La Commissione Europea sta valutando un’assistenza macrofinanziaria, non appena sarà trovato l’accordo necessario. Siamo pronti a mobilitare fino a 900 milioni di euro per questo scopo. E, come passo immediato, potremmo fornire altri 150 milioni di euro di sostegno al bilancio”.
I 900 milioni di cui parla la presidente europea, i più urgenti per evitare il default tunisino, sono però subordinati all’accordo che la Tunisia dovrà chiudere con il Fondo monetario internazionale, in un quadro più ampio che dovrebbe portare a Tunisi altri 1,9 miliardi.

Antonio Tajani
Da parte sua Giorgia Meloni, che ha annunciato una conferenza internazionale sulle migrazioni da convocare a Roma non appena sarà siglata l’intesa con la Tunisia, è soddisfatta dell’incontro di ieri: “Questo risultato è frutto del lavoro diplomatico fatto dal governo italiano. Siamo molto soddisfatti della dichiarazione congiunta Ue-Tunisia adottata oggi. È un passo molto importante verso la creazione di un vero e proprio partenariato con l’Unione europea che possa affrontare in maniera integrata tanto la crisi migratoria quanto il tema dello sviluppo per entrambe le sponde del Mediterraneo”. La Premier italiana da sempre sostiene che il problema dei flussi migratori andrebbe gestito già nei paesi di origine, stabilizzandoli.
A essere d’accordo con gli aiuti alla Tunisia è anche il Ministro degli Antonio Tajani che, commentando le recenti foto scattate nell’obitorio di Sfax, dove sono ammucchiati numerosi cadaveri di migranti, ha sottolineato: “La Tunisia ha bisogno di aiuti. E anche da parte del Fondo monetario serve un approccio pragmatico, non ideologico, all’emergenza economica. Quel Paese non può crollare“.
