
FdI: la sottosegretaria Montaruli si dimette dopo la condanna per peculato
In seguito alla condanna per peculato nell’ambito dell’inchiesta su Rimborsopoli in Piemonte, la deputata di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli si dimette, pur professandosi innocente: “Difendo le istituzioni ma non ho causato alcun ammanco alle casse pubbliche. Valuto ricorso alla corte di giustizia Ue“.
Augusta Montaruli, che ricopriva il ruolo di sottosegretaria al Ministero dell’università, lascia quindi spontaneamente questa posizione (Ma non quella da parlamentare). Ci sono state pressioni da parte dell’opposizione, in particolare PD e M5s. Secondo la condanna definitiva, a un anno e sei mesi, l’ex sottosegretaria sarebbe rimasta al Governo da pregiudicata. Il processo, che fa parte di uno dei filoni della Rimborsopoli piemontese, riguardava l’uso improprio per fini personali di 25mila euro (In origine l’accusa era per 41mila) dei fondi dei gruppi in Consiglio regionale durante il mandato 2010-2014.
La deputata dichiara di aver agito spontaneamente, per coerenza, senza farsi influenzare dall’opposizione. Proprio il 5 febbraio scorso, durante le campagne elettorali per le regionali del Lazio, Giorgia Meloni dichiarò “Se hai una pena te la devi scontare tutta, vale per tutti. Certezza del diritto, certezza della pena. Che significa che chi è indagato o sotto processo deve avere il massimo delle garanzie, ma significa anche che quando sei condannato con sentenza passata in giudicato la pena te la devi scontare”. Le parole della Premier non si riferivano ovviamente al caso Montaruli, che all’epoca era ancora in attesa di una sentenza da parte della Cassazione, ma confermava uno dei princìpi di Fratelli d’Italia.

Da parte sua Augusta Montaruli si dice innocente: “Ho deciso di dimettermi dall’incarico di Governo per difendere le istituzioni, certa della mia innocenza“ ha dichiarato sul suo profilo Instagram “Se ciò non avvenisse, sarei come coloro che vorrebbero demolito il senso dello Stato, rendendolo debole con una ricerca costante di una giustificazione alle proprie azioni, sentendosi moralmente superiori o cercando di piegare le norme ai comportamenti, addirittura ostentando clemenza verso chi agita l’arma del ricatto e per scappare dalla legge si vorrebbe ridisegnare vittima, rimanendo nell’ombra davanti alla protesta più forte di chi la vita se l’è tolta (Allude qui ad Angelo Burzi, ex assessore del Piemonte, suicidatosi a dicembre del 2021 dopo una condanna definitiva a tre anni per peculato, sempre nel filone Rimborsopoli, ndr) davvero poco più di un anno fa. Tutto questo sì è stato decisamente imbarazzante“.
L’ex sottosegretaria annuncia anche la sua intenzione “Di un ricorso alla Corte di Giustizia Europea. Ho creduto, credo e continuerò a credere nella Magistratura. D’altra parte solo chi confida nella propria innocenza e nella Giustizia si sottopone a dibattimento ovvero per così tanto tempo al giudizio in modo pubblico benché un procedimento simile, fin dall’inizio, sia stato mediaticamente esposto. Così io ho fatto” e conferma di aver sempre consegnato tutte le rendicontazioni che la riguardavano, già da prima che partisse l’accusa di peculato.
Le spese contestate riguardano, tra l’altro, vestiti griffati, borse in pelle, cristalli Swarovski, orecchini, orologi, cene in locali di lusso. In particolare una cena in un ristorante di San Salvario a Torino. Montaruli sostiene che si trattasse di un incontro con un’associazione, ma il proprietario del locale ha dichiarato ai pm che si trattava invece di un evento elettorale per la campagna dell’ex marito Maurizio Marrone.
Ad aver fatto pressione per le dimissioni è stato anche Stefano Bonaccini, candidato alla segreteria del PD: “C’è una condanna in via definitiva, credo che sia doveroso dimettersi per chi ricopre incarichi pubblici”.
