Casal Bruciato, La Raggi ricoperta di insulti per l’assegnazione di un alloggio ad una famiglia rom

Casal Bruciato, La Raggi ricoperta di insulti per l’assegnazione di un alloggio ad una famiglia rom

Il quartiere è teatro da due giorni di scontri e tensioni. " Buffon","Vergognati", le offese al sindaco che ha preferito gli stranieri ai suoi cittadini. Di Maio non approva la scelta: "Prima gli italiani ed i romani"

Momenti di tensione per Virginia Raggi che ha fatto visita alla famiglia bosniaca composta da 14 persone che da martedì scorso occupa una casa popolare che gli è stata legalmente assegnata dal Comune a Casal Bruciato (la foto è de Il Fatto Quotidiano). I residenti italiani non hanno preso affatto bene la notizia e da due giorni nel quartiere periferico di Roma è alta la tensione. Dopo un’escalation di offese ed urla di sofferenza, ora tutto l’odio è stato riversato verso il sindaco che è stato letteralmente scortato da due cordoni del reparto mobile della polizia all’interno del piazzale condominiale dove si trova l’appartamento assegnato alla famiglia rom. “Buffona”, “non sei la nostra sindaca”, “vergognati”, sono stati alcuni degli insulti con i quali è stato accolto il primo cittadino sotto il palazzo popolare. La Raggi, accompagnata da alcuni vicini di casa, dal direttore della Caritas diocesana di Roma, don Benoni Ambarus, e da un delegato del vicariato, non si è lasciata intimorire dalle offese. “Questa famiglia risulta legittima assegnataria di un alloggio. Ha diritto di entrare e la legge si rispetta. Siamo andati a conoscerli e sono terrorizzati. Non è questa una società in cui si può continuare a vivere”, ha commentato uscendo dal palazzo. La famiglia bosniaca si è detta spaventata ma non è intenzionata a lasciare l’alloggio. “Ci hanno confidato – ha continuato il sacerdote – che speravano iniziasse finalmente una nuova vita per loro, dopo vent’anni nei campi. Stanno cercando di capire cosa succederà. Sperano di poter resistere”.

Il vice premier Di Maio non ha per nulla appoggiato la decisione della Raggi. “Prima si aiutano i romani, gli italiani, poi tutti gli altri”, questo il senso del ragionamento del leader M5S. L’amarezza di Di Maio è comprensibile, così come è comprensibile la reazione dei residenti che si sono sentiti traditi da chi dovrebbe pensare prima al loro bene, anche perché di romani che si trovano senza una casa ed in situazioni disperate sono veramente tanti.

La Raggi è stata contestata da circa una trentina di residenti, supportati dai militanti di Casapound, che hanno seguito il cordone di polizia che accompagnava la prima cittadina. I cittadini sono visibilmente arrabbiati e chiedono principalmente legalità, rispetto e trasparenza nell’assegnazione delle case popolari.

 

 

 

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