Cdm, Salva Roma approvato solo a metà ma il Parlamento potrà rimetterci le mani

Cdm, Salva Roma approvato solo a metà ma il Parlamento potrà rimetterci le mani

Stralciati i commi dal 2 al 6. Soddisfatto Matteo Salvini, per Luigi Di Maio è un punto di partenza. Rimane alta la tensione sul caso Siri

Dopo quattro ore di Consiglio dei ministri il Salva Roma, tanto osteggiato dalla Lega, è stato approvato solo a metà all’interno del decreto Crescita (la foto è de Il Messaggero). In particolare sono stati stralciati i commi dal 2 al 6, proprio quelli disciplinavano la possibile assunzione a carico del bilancio dello Stato degli oneri derivanti dal pagamento degli interessi e del capitale delle obbligazioni del Comune, attualmente inclusi nella massa passiva della gestione commissariale per il piano di rientro del debito pregresso della Capitale. Per Matteo Salvini si tratta di un successo. “I debiti della Raggi non saranno pagati da tutti gli italiani, ma restano in carico alla sindaca. La Lega è soddisfatta”, ha detto il leader del Carroccio ai cronisti all’uscita da Palazzo Chigi. Diversa la lettura dei 5 stelle che vedono l’approvazione “a metà” della norma come un inizio. “Il Cdm ha dato via libera ai commi 1 e 7 – ha sottolineato Luigi Di Maio. – Sugli altri deciderà il Parlamento. È un punto di partenza, siamo sicuri che il Parlamento saprà migliorare ancora di più un provvedimento che, a costo zero, fa risparmiare soldi non solo ai romani ma a tutti gli italiani”.

Un punto d’incontro, se così si può dire, è stato trovato ma la serata è stata comunque molto tesa. La riunione di governo doveva essere l’occasione del primo faccia a faccia tra i due vice premier dopo giorni di scontri e frecciatine a distanza. E invece inizialmente c’era solo Salvini accompagnato dal sottosegretario Giancarlo Giorgetti e tutti gli altri ministri leghisti. Luigi Di Maio era impegnato nella registrazione di Di Martedì e si è potuto recare al Cdm solo in un secondo momento. I grillini a Palazzo Chigi erano solo tre: Lezzi, Bonisoli e Trenta. Ed è stato proprio davanti a quest’immagine che, secondo fonti di maggioranza, Salvini ha sbottato, uscendo in piazza e riferendo ai cronisti lì presenti la linea della Lega, ovvero lo stralcio del Salva Roma. Tutto all’insaputa del resto del Governo. “Siamo felici che finalmente il Cdm abbia approvato il decreto crescita ma niente Salva Roma. Noi vogliamo aiutare tutti i Comuni in difficoltà, non ci sono cittadini di serie A e di serie B. Il Salva Roma è stato stralciato”, aveva detto il leader del Carroccio. Ma non era vero niente perché la riunione era appena iniziata e il decreto Crescita non era stato ancora discusso. Questa mossa “a testa calda” di Salvini ha mandato su tutte le furie il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: “Porta rispetto – gli ha detto irritato. – Non siamo i tuoi passacarte“. I toni si sono placati a notte fonda quando Conte ha scritto un lungo post su Facebook. “Il decreto approvato dal Cdm conferisce un forte impulso alla ripresa economica del Paese con misure concrete a sostegno delle imprese – ha sottolineato il premier. – Il governo ha definito un percorso normativo a sostegno dei Comuni in difficoltà finanziaria, a partire da Roma, su cui il Parlamento potrà intervenire ancora in sede di conversione”.

Per quanto riguarda il resto del decreto Crescita via libera alle norme che riguardano il rimborso degli investitori travolti dai crac delle banche degli anni scorsi, all’ingresso del Tesoro in Alitalia e al pacchetto di normative che dovrebbero aiutare l’Italia produttiva a recuperare slancio dopo la recessione della seconda metà del 2018.

Rimane aperto invece lo scontro tra la Lega e il M5S per il caso Siri. I pentastellati avvertono che non faranno sconti sulla vicenda e continuano a chiedere le dimissioni del sottosegretario ma Salvini controbatte: “abbiamo piena fiducia nella magistratura italiana che faccia bene e in fretta. Detto ciò in uno Stato di diritto si è colpevoli quando viene dimostrato. Per quello che mi riguarda, resta al suo posto”.

Categorie
TAGS
Condividi

Commenti

WordPress (0)