Corruzione, 11 arresti nello Stretto di Messina. In manette il sindaco di Villa San Giovanni

Corruzione, 11 arresti nello Stretto di Messina. In manette il sindaco di Villa San Giovanni

Al centro dell'inchiesta appalti pubblici aggiustati, permessi telecomandati, autorizzazioni disegnate su misura per favorire la Caronte&Tourist, società che si occupa dell'attraversamento dello Stretto di Messina. Con il primo cittadino in manette sono finite altre 10 persone

Una vera e propria bufera giudiziaria ha travolto l’amministrazione comunale di Villa San Giovanni e la Caronte&Tourist, società che da decenni si occupa del traghettamento sullo Stretto di Messina (la foto è ripresa dall’ANSA). I carabinieri di Reggio Calabria hanno arrestato il sindaco Giovanni Siclari, il presidente dell’azienda, Antonino Repaci e l’amministratore delegato Calogero Famiani. Con loro sono finiti in manette altre 8 persone tra dipendenti comunali e manager.

Le contestazioni sono a vario titolo corruzione, abuso d’ufficio, turbativa d’asta, falso in atto pubblico e peculato. Per  il solo Ingegnere Francesco Morabito invece l’accusa è anche di concorso esterno in associazione mafiosa. Proprio da Morabito, finito nell’orbita degli investigatori per non aver ottemperato ad un ordine di demolizione che avrebbe pregiudicato uomini del clan Bertuca, è partita l’indagine che ha scoperchiato il giro di mazzette e accordi all’interno dell’amministrazione.

Stando all’inchiesta, i manager indagati hanno promesso di elargire utilità ad amministratori della città che in cambio hanno asservito la loro pubblica funzione agli interessi privati della società di navigazione. In particolare, Antonino Repaci curava i contatti con il sindaco per assicurarsi l’affidamento dell’area sulla quale la sua società aveva progettato la realizzazione di alcuni lavori.

 

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