Covid: Commissione Ue pragmatica su restrizioni viaggio. Ecco cosa dice la legge UE

Covid: Commissione Ue pragmatica su restrizioni viaggio. Ecco cosa dice la legge UE

Le informazioni vanno rese note al pubblico "come regola generale" almeno 24 ore prima dell'entrata in vigore: questo termine è stato rispettato, poiché l'ordinanza è stata pubblicata martedì sera ed è entrata in vigore oggi.

La Commissione Europea adotta un atteggiamento pragmatico, a quanto si apprende, sulle restrizioni di viaggio decise dagli Stati membri per contenere la diffusione del Sars-CoV-2 e della sua variante Omicron.
Anche se la decisione presa dall’Italia di imporre l’obbligo di test ai viaggiatori vaccinati provenienti dagli altri Paesi Ue è arrivata di sorpresa, perché non è stata preventivamente notificata, come si dovrebbe fare 48 ore prima  “se possibile”, in base al regolamento sul Green Pass, quando il Portogallo ha preso una decisione simile, a partire dal primo dicembre, l’esecutivo Ue ha adottato una posizione tutto sommato  conciliante.
Del resto, già la comunicazione sulla situazione  sanitaria dello scorso primo dicembre,    conteneva un paragrafo riguardante la possibilità che i Paesi possano avere bisogno di  adottare misure precauzionali alla luce della situazione  epidemiologica

Cosa dice la legge UE sulle restrizioni viaggio per vaccinati

Imponendo a tutti i viaggiatori provenienti dagli altri Paesi Ue, anche ai vaccinati contro il  Covid-19, di fare un test, rapido o molecolare rispettivamente 24 ore  e 48 ore prima dell’arrivo sul territorio nazionale, il governo  italiano non ha violato il regolamento che ha istituito il certificato Covid digitale Ue, o Green Pass. E neppure, almeno fino a prova contraria, pare aver violato le regole non notificando le restrizioni di viaggio alla Commissione Europea con 48 ore di anticipo.

Il regolamento Ue che ha istituito il Green Pass (2021/953), entrato  in vigore l’estate scorsa, prevedeva già un meccanismo di ‘freno  d’emergenza’, che ha ricordato fin dall’inizio la vicepresidente della Commissione Vera Jourova: gli Stati dell’Ue, prevede la legge Ue, non  possono imporre ulteriori restrizioni di viaggio ai titolari di Green  Pass validi, come quarantena, autoisolamento o test, “a meno che non  siano necessarie e proporzionate per salvaguardare la salute  pubblica”.

Si dovrà tenere conto, a tal fin, delle evidenze scientifiche, “compresi i dati epidemiologici pubblicati dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc)”. Ieri la direttrice dell’Ecdc, Andrea Ammon, ha detto che nella situazione attuale, la sola vaccinazione” anti-Covid “non consentirà di prevenire l’impatto della variante Omicron” del Sars-CoV-2.

Il testo del regolamento, all’articolo 11, fa esplicito riferimento ad una “variante del Sars-CoV-2 che desti preoccupazione o interesse”, com’è la Omicron. Uno Stato membro, se adotta restrizioni aggiuntive nei confronti dei titolari di Green Pass valido, “ne informa di conseguenza la Commissione e gli altri Stati membri – prescrive la legge – se possibile 48 ore prima dell’introduzione di tali nuove restrizioni”. Quindi, non “48 ore prima”, ma “se possibile 48 ore prima”. Poi, ovviamente, si può disquisire su che cosa avrebbe reso impossibile al governo notificare la misura preventivamente. Le informazioni, infine, vanno rese note al pubblico “come regola generale” almeno 24 ore prima dell’entrata in vigore: questo termine è stato rispettato, poiché l’ordinanza è stata pubblicata martedì sera ed è entrata in vigore oggi.

 

 

 

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