Iran: Teheran inserisce Meloni nella lista nera per la morte di Khamenei

Iran: Teheran inserisce Meloni nella lista nera per la morte di Khamenei

Giorgia Meloni nella lista nera stilata dall’Iran insieme ad altre figure politiche che la Repubblica islamica ritiene responsabili della morte dell’ex ayatollah Ali Khamenei. Trump: “Mille missili sono pronti al lancio e puntati contro la Repubblica islamica, se sarò ucciso“.

Mojtaba Khamenei, attuale guida suprema dell’Iran, dichiara che ci saranno ripercussioni per la morte del padre, Ali Khamenei: “è un desiderio della nostra nazione e deve certamente essere compiuta“.

Ali Khamanei

L’Iran ha quindi stilato una lista, dove le 13 persone che ritiene responsabili della morte dell’ex ayatollah sono rappresentate nell’uniforme arancione dei carcerati,  incluso il presidente americano Donald Trump, che da parte sua sottolinea: “Mille missili sono pronti al lancio e puntati contro la Repubblica islamica, se sarò ucciso“.

La Guida suprema dell’Iran non fa nomi precisi, ma in questa lista di  presunti responsabili dell’ uccisione dell’ayatollah Ali Khamenei, tra gli altri, ci sono anche Benjamin Netanyahu, Giorgia Meloni, il presidente francese Emmanuel Macron, il primo ministro britannico Keir Starmer, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il segretario di Stato Marco Rubio e il capo del Pentagono, Pete Hegseth.

Subito dopo le minacce dell’Iran, alla premier italiana sono arrivati messaggi di sostegno: per Antonio Tajani la leader di Fratelli d’Italia “Certamente non si fa intimidire“. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, sottolinea che “In questo momento è fondamentale che l’Italia resti unita nel difendere i principi di libertà, democrazia e rispetto delle istituzioni. A Giorgia Meloni va la mia piena vicinanza e solidarietà“.

Donald Trump

Chi attacca Giorgia Meloni attacca tutti noi. A lei totale solidarietà e vicinanza. E ferma condanna per le minacce che arrivano dall’Iran. L’Italia non si lascia intimidire“, ha dichiarato il segretario della Lega Matteo Salvini. Mentre il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, conferma che “Colpire il premier italiano significa colpire le Istituzioni della Repubblica e l’intera Nazione. È dovere di tutti, al di là di ogni appartenenza politica, esprimere una ferma e unanime vicinanza di fronte a un episodio platealmente minaccioso e inaccettabile“.

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