
Droghe, cannabis e devianze giovanili
Di Alessia Saputo
Nel mirino dei pericoli odierni per i giovanissimi rientra sicuramente il consistente uso di droghe sintetiche connesso all’abuso delle cosiddette droghe “leggere”. Tra le due vi sarebbe una distinzione fondata sull’effetto di dipendenza che causerebbero sulla persona. Le seconde, infatti, ricavate da piante facilmente reperibili in natura (ad esempio la cannabis), seppur creino dipendenza, a detta degli esperti non causerebbero danni permanenti al sistema nervoso poiché dotate di una quantità minima di sostanza psicotropa. Le prime, invece, sarebbero enormemente più nocive poiché frutto di un mix di sostanze chimiche mortali e, anche per questo, considerate molto più pericolose delle precedenti.
Il fenomeno purtroppo ormai già da tempo in grande espansione vede protagonisti i giovanissimi che annoiati, o spronati dal desiderio di trascorrere una serata diversa con i propri coetanei, cercano rifugio in questo genere di dimensione, percorrendo quella che ai loro occhi sembrerebbe essere la strada più semplice, senza pensare che le sostanze stupefacenti sia leggere che pesanti, così come l’ingente abuso di alcool, celano al loro interno un grande inganno: la sensazione di leggerezza, spensieratezza e gioia iniziale tipica delle droghe è in realtà una sensazione passeggera e apparente, immediatamente soppiantata da quella di nervosismo, insonnia, tachicardia, inadeguatezza che a lungo andare diventano status quo permanenti.
Le campagne di informazione e di sensibilizzazione rivolte ai ragazzi evidentemente non sono gli unici mezzi da dover utilizzare per rendere efficace il lavoro di contrasto e di eliminazione di un virus così malvagio, se i dati statistici riportano che il consumo tra i giovanissimi sia dilagato enormemente. Ma perché tra i primi consumatori rientrano proprio i ragazzi?
Le droghe, così come gli alcolici, sono annoverate tra quelle sostanze cosiddette “psicoattive”, in grado cioè di alterare lo stato psichico di un individuo, alleviandone le sensazioni di inadeguatezza come ad esempio quella dell’ansia, il peggior nemico odierno dei ragazzi. La causa dovrebbe dunque essere ricercata molto più a fondo rispetto alle dinamiche di un semplice “sballo”. Bisognerebbe approfondire lo stile di vita dei giovani tra le mura domestiche, ma anche la condizione che essi si trovano a ricoprire all’interno di una società precaria e ormai priva di valori, o ancora la difficoltà che molte volte si incontra nello stabilire rapporti con i coetanei dalla quale spesso si vede nascere la mela marcia del bullismo.
Sarebbe opportuno che le importanti istituzioni come famiglia e scuola tornino ad instaurare un dialogo con i propri ragazzi al fine di affrontare con questi ultimi i possibili problemi quotidiani. I disagi giovanili conducono infatti gli adolescenti, evidentemente incapaci di trovare strumenti adatti per fronteggiare i malesseri tipici della giovane età, ad abusare di droghe e alcool; la disastrosa situazione si trova in continua espansione soprattutto in Europa dove il grave problema ha conosciuto un nuovo tipo di piaga, quella del fenomeno del poli-abuso, ovvero dell’assunzione contemporanea di droghe di diverso tipo spesso accompagnate da un mix di alcool.
Al fine di ostacolare tale gravosa situazione, il ministro dell’interno Matteo Salvini ha affermato più volte, anche attraverso i suoi profili social, che in Italia non sarà mai ammesso alcun tipo di legalizzazione delle droghe leggere, sia per ciò che ne concerne l’uso sia per ciò che ne concerne la vendita.
