Gaza: nuova offensiva di Israele nella Striscia

Gaza: nuova offensiva di Israele nella Striscia

Nuova offensiva militare, chiamata “Carri di Gedeone“, di Israele nei confronti della Striscia di Gaza. L’amministrazione di Trump al lavoro per deportare in Libia un milione di palestinesi. 

Le forze militari dell’IDF (Israel Defence Forces) hanno iniziato nella Striscia di Gaza quella che Tel Aviv ha definito operazione “Carri di Gedeone” (in riferimento a un episodio biblico), l’offensiva che l’esecutivo di Benjamin Natanyahu discuteva in verità sin dallo scorso anno e ha approvato all’inizio di maggio.

Il piano è diviso in v ari passaggi. Una fase preliminare, in corso già da qualche giorni, in cui l’IDF ha preparato la zona  isolando i battaglioni di Hamas e, tra l’altro, rafforzando la sua presenza sui corridoi necessari per l’arrivo di soccorsi e rifornimenti al popolo palestinese (tagliati fuori dagli aiuti umanitari da ormai due mesi e mezzo).

La seconda fase prevede che l’esercito israeliano liberi la zona di Gaza dalla presenza di Hamas, e nello stesso tempo faccia deportare i palestinesi verso sud, attraverso il corridoio di Salah al Din, per poi concentrarli a Rafah, ormai isolata da settimane dalle stesse forze militari di Tel Aviv.

La Striscia di Gaza

A 19 mesi dall’inizio della guerra a Gaza, il Premier israeliano sembra aver incluso la fine dei combattimenti nella lista degli argomenti sul tavolo della discussione a Doha. Come dichiara lui stesso, tramite il suo ufficio: “Il team negoziale sta lavorando su ogni possibilità per un accordo, sia secondo lo schema Witkoff, che nel quadro della conclusione della guerra, che includerebbe il rilascio di tutti gli ostaggi, l’esilio dei terroristi di Hamas e il disarmo della Striscia di Gaza“.

Da parte sua Hamas, tramite un membro del suo ufficio politico, Basem Naim, conferma che accetterà un accordo con Tel Aviv solo se include la fine della guerra nella Striscia di Gaza.

Donald Trump

Con questa nuova operazione militare Israele otterrà il controllo dell’intera zona di Gaza, che era già nelle sue mani per il 40%. Anche l’amministrazione di Donald Trump sta organizzando un piano per spostare un milione di palestinesi in Libia. In teoria le partenze dovrebbero essere su base volontaria, ma nei fatti sarà una deportazione. Anche in caso di accordo del cessate il fuoco con Hamas, Tel Aviv avrà comunque ottenuto il controllo almeno di tutta la zona cuscinetto al confine con Gaza.

Benjamin Netanyahu

Intanto altre 132 persone sono morte nel corso egli attacchi di ieri da parte dell’esercito israeliano.  A riferirlo è al Jazeera, mentre la Protezione civile di Gaza ha confermato la morte di 50 persone già all’alba di ieri. Tra le vittime ci sono quattro giornalisti. Sale così a 230 il numero dei decessi tra gli operatori stampa a partire dall’inizio del conflitto del 7 ottobre 2023.

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