Proteste in Iran. Teheran “Se USA attaccano, risponderemo”.

Proteste in Iran. Teheran “Se USA attaccano, risponderemo”.

Proseguono le proteste contro la Repubblica Islamica in Iran. Teheran attacca le famiglie riunite ai funerali dei manifestanti e minaccia USA e Israele nel caso in cui intervenissero.

Le strade di Teheran e di altre città dell’Iran sono ancora piene di manifestanti, nell’ambito delle proteste iniziate più di due settimane fa contro la repubblica islamica. Si tratta della più vasta protesta degli ultimi anni.

Alì Khamenei

Nonostante il blocco quasi totale della rete internet locale, migliaia di persona continuano a manifestare contro le autorità religiose iraniane e contro la Guida Suprema, Alì Khamenei.

Secondo quanto riporta l’Iran International le forze di sicurezza di Teheran hanno usato pistole ad aria compressa e lacrimogeni contro le famiglie riunite ai funerali dei manifestanti rimasti uccisi nel corso delle proteste. Per scoraggiare i manifestanti, sembra anche che le autorità iraniane abbiano iniziato a chiedere 6mila dollari per il rilascio delle salme.

Benjamin Netanyahu

Da parte sua, Teheran ha minacciato Israele e gli USA se dovessero intervenire contro la Repubblica Islamica. Mentre il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha convocato i massimi consiglieri e ministri per una consultazione, con una riunione dell’intero gabinetto prevista martedì, il suo omologo americano Donald Trump è stato avvertito dall’esercito USA che ci sarà bisogno di tempo, affinché le forze armate di Washington siano pronte per eventuali attacchi all’Iran.

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