Gimbe, parte lenta la 4/a dose, solo a 29.000 over80 e fragili. A 10% immunocompromessi. Cartabellotta: “Occorre chiamata attiva, non è possibile affidarsi solo all’adesione volontaria”.

Gimbe, parte lenta la 4/a dose, solo a 29.000 over80 e fragili. A 10% immunocompromessi. Cartabellotta: “Occorre chiamata attiva, non è possibile affidarsi solo all’adesione volontaria”.

"Dopo 7 settimane dal via libera della quarta dose per le persone immunocompromesse - commenta il presidente Gimbe Nino Cartabellotta - un tasso di copertura nazionale al 10,2% e ingiustificate differenze regionali dimostrano che, al momento, la protezione di oltre 790 mila persone estremamente fragili è un lontano miraggio. Di conseguenza, l'estensione della platea per la quarta dose ad oltre 5,2 milioni di persone (includendo immunodepressi, fragili e over 80) richiede indubbiamente sia nuove strategie di comunicazione, sia meccanismi di chiamata attiva e non può essere affidata solo all'adesione volontaria".

Parte a rilento la somministrazione delle quarte dosi di vaccino anti Covid. Fino al 20 aprile (ore6) sono state 80.554 quelle somministrate agli immunocompromessi, con un tasso di copertura del 10,2% delle 791.376 persone a cui andrebbe somministrata ma con nette differenze regionali: dall’1,6% della Calabria al 40,5% del Piemonte. Mentre sono state 29.158 le quarte dosi somministrate agli over 80, ospiti delle Rsa e fragili tra 60-79 anni, pari allo 0,7% dei 4,4 milioni di persone che rientrano in queste categorie. In questo caso le differenze che vanno dallo 0,04%del Friuli-Venezia Giulia all’1,2% del Lazio. È quanto emerge dal monitoraggio della Fondazione Gimbe .
“Dopo 7 settimane dal via libera della quarta dose per le persone immunocompromesse – commenta il presidente Gimbe Nino Cartabellotta – un tasso di copertura nazionale al 10,2% e ingiustificate differenze regionali dimostrano che, al momento, la protezione di oltre 790 mila persone estremamente fragili è un lontano miraggio. Di conseguenza, l’estensione della platea per la quarta dose ad oltre 5,2 milioni di persone (includendo immunodepressi, fragili e over 80) richiede indubbiamente sia nuove strategie di comunicazione, sia meccanismi di chiamata attiva e non può essere affidata solo all’adesione volontaria”.

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