Governo: via libera ai test psicoattitudinali per magistrati

Governo: via libera ai test psicoattitudinali per magistrati

Il Governo approva i test psicoattitudinali per magistrati. In vigore dal 2026, riprenderanno il modello americano. Nordio “Mi sono sottoposto al test psicologico del Minnesota, che è quello che vorremmo introdurre qui“.

Il decreto legislativo approvato al Consiglio dei ministri, che ha avuto modifiche fino all’ultimo minuto, è stato infine approvato. Il Governo ha dato quindi il via libera ai test attitudinali per eccedere alla professione di magistrato dal 2026. La Commissione incaricata dei test includerà docenti universitari di psicologia, nominati dal Consiglio superiore della magistratura.

Il test psicoattitudinale si svolgerà sia in forma scritta che orale. Lo scritto è sul modello di quello utilizzati per test simili agli agenti di polizia. Il risultato costituirà la base per il successivo colloquio (diretto dal presidente della commissione esaminatrice, e non da uno psicologo, comunque presente come ausilio).

Carlo Nordio

Il test dovrebbe replicare, almeno in parte, il modello americano MMPI (Minnesota multiphasic personality inventory), che esamina eventuali presenze di personalità patologica, permettendo di individuare profili psicologici (definiti scale cliniche di base) soggetti a Ipocondria, depressione, isteria di conversione, deviazione psicopatica, mascolinità/femminilità, paranoia, psicastenia, schizofrenia, ipomaniacalità, introversione sociale.

Con un tempo massimo di risposta che varia da 60 a 90 minuti, include 567 domande a cui il candidato deve rispondere con le classiche risposte di “Vero, falso, prevalentemente vero, prevalentemente falso”.

Nicola Gratteri

Mi sono sottoposto al test psicologico del Minnesota, che è quello che vorremmo introdurre qui“, ha dichiarato il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Ma non sono mancate le critiche, in particolare da Nicola Gratteri.

Se la politica ritiene che siano indispensabili e utili i test per i magistrati, facciamoli anche nei confronti dei politici, soprattutto quelli che hanno incarichi di responsabilità e di governo” sottolinea infatti il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli “oltre ai test attitudinali, facciamo anche il narco test perché chi è sotto l’effetto di cocaina può fare ragionamenti alterati o prendere decisioni frutto di ricatti. Dato che ci troviamo, facciamo anche l’alcol test perché chi magari quel giorno è ubriaco può dire delle cose che possono condizionare l’opinione pubblica in modo negativo“.

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