
“Il professore e il pazzo”: Mel Gibson e Sean Penn in stato di grazia
Il professore pazzo il film che vede insieme Mel Gibson e Sean Penn e parla della nascita della Bibbia in inglese
Di Federica Aliano
Oxford, 1878. Al professor Sir James Murray viene conferito l’incarico di seguire i lavori per la redazione del primo Oxford Dictionary, che potesse racchiudere in quattro volumi tutte le parole della lingua inglese. Il progetto continuò ben dopo la sua morte e, quando fu ultimato, contava dodici volumi. “Il professore e il pazzo”, film che per la prima volta vede insieme sul grande schermo due giganti della recitazione come Mel Gibson e Sean Penn, racconta la storia di come nacque la Bibbia della lingua inglese.
Il coraggio di P.B. Sherman, regista e sceneggiatore di questo film, sta già in questo: nessuno avrebbe pensato che due attori così diversi potessero funzionare in modo tanto intenso sullo stesso set, interagire con tale sincerità ed emozione. Invece Gibson e Penn sono un’inedita coppia che regala allo spettatore commozione anche un certo orgoglio, ricordando anche qualche monito etico e morale.
Il professore e il pazzo: che il titolo non tragga in inganno
Potrebbe sembrare una commedia americana, di quelle che fanno trascorrere un paio d’ore in piena leggerezza e poi vengono presto dimenticate dai più: il titolo “Il professore e il pazzo” ha un sapore veritiero, ma leggero. Invece il film è qualcosa che sfugge alle previsioni. Melò di impianto classico e solido, supera anche le barriere del biopic. Perché, se da un lato stiamo parlando di una storia vera, di due vite che si incrociano dapprima a distanza e poi dal vero, dall’altro assistiamo a un racconto che mette in gioco tantissimi temi e valori profondi, quali il vero amore, il perdono, l’amicizia autentica e a più livelli, la lealtà, l’importanza della cultura e la libertà che ne deriva.
Il professor Sir Murray si ritrovò, a un primo stadio della sua mastodontica impresa, a una impasse: non riusciva a trovare definizioni, fonti certe e citazioni di alcune semplici parole inglesi come “art”, arte. In suo soccorso venne un medico chiudiamo americano, reduce di guerra, omicida e malato di mente, perseguitato dal senso di colpa. Il Dottor W.C. Minor fu un muro portante dell’edificio linguistico che andò a comporre lo Oxford Dictionary. Ed è un magnifico paradosso, uno scacco a qualunque snobismo e intolleranza, pensare che il più puro e fulgido baluardo della lingua inglese debba tutto a un poco stimato professore scozzese e a un folle omicida americano.
Sean Penn regala un’interpretazione che speriamo non passi inosservata ai prossimi Oscar: questo attore sempre così distante dai tabloid porta qui la sua arte a livelli altissimi, ed è capace di commuovere e regalare emozioni reali e intense.
L’incredibile modernità Il professore e il pazzo
Per portare a termine la sua opera, Sir Murray chiamò chiunque parlasse la lingua inglese a partecipare tramite invio di posta la definizione, corredata di fonti, di una o più parole. E a noi contemporanei non può che ricordare il funzionamento di Wikipedia o certi progetti come Google Moon Shot. Per questo Mel Gibson, che detiene i diritti del libro “The Surgeon of Crowthorne” dal quale il film è tratto, non ha rinunciato al progetto per oltre diciassette anni. Un lavoro, quello de “Il professore e il pazzo”, che è apparso incredibilmente contemporaneo al regista e alla produzione. Oggi si chiede a chiunque di dire la proprie, di partecipare alla formazione di una cultura collettiva, attraverso la rete. Al tempo fu attraverso la normale posta, ma il concetto resta lo stesso. La differenza sostanziale, messa in evidenza dal film, è che un guida c’era e dovrebbe esserci. Qualcuno che in primis verifichi la veridicità delle fonti. Perché uno dei primi valori che il film veicola è come la cultura vera possa renderci tutti liberi.
Ma è solo il primo di una serie di insegnamenti, antichi ma sempre attuali. Prima fra tutti la lealtà, l’amicizia autentica e profonda. Murray e Minor si conobbero dapprima per via epistolare (oggi avverrebbe magari via social), poi di persona. La stima infinita che l’uno nutriva per l’altro, la fiducia e l’empatia profonda vanno al di là della comprensione che possiamo averne oggi. Prodigarsi per ciò che è giusto, sacrificarsi per ottenere un risultato eccellente: ecco la lezione dal passato che oggi andrebbe ripresa.
