Incidente Brandizzo: l’addetta alla sala di controllo testimonia in Procura

Incidente Brandizzo: l’addetta alla sala di controllo testimonia in Procura

Ascoltata in Procura l’addetta alla sala di controllo di Chivasso, che poco prima dell’incidente di Brandizzo ha tentato più volte di avvertire gli operai del passaggio del treno. Massa e Girardin Gibin indagati. Salvini: “Errore inaccettabile“.

Nella giornata di ieri è stata ascoltata alla Procura di Ivrea la 25enne che il 30 agosto era operativa alla sala di controllo di Chivasso poco prima del passaggio del treno che ha travolto e ucciso cinque operai.

La donna, secondo la sua testimonianza, la sera dell’incidente era al telefono con Antonio Massa, il referente di Rete ferroviaria italiana nel cantiere sui binari, e ha tentato più volte di avvisare del passaggio del treno: “Glielo dissi tre volte: fermi coi lavori, deve passare un treno”.

Dalle ricostruzioni delle comunicazioni è emerso che alla prima telefonata, quella tra le 23.26 e le 23.29, Massa ha chiesto “Possiamo cominciare?” al che l’addetta alla sala controllo ha risposto “State fermi. Deve ancora passare un treno, che è in ritardo. Aggiorniamoci dopo“. Gli operai, però, secondo quanto mostrano le telecamere di sicurezza, si sono recato comunque sui binari.

Nella seconda telefonata, poco dopo le 23.30, Massa chiede di nuovo “Adesso possiamo andare?” e l’addetta replica “Bisogna aspettare dopo la mezzanotte. Ci sono due fasce orarie possibili in cui lavorare dopo quell’ora, o prima o dopo l’una e mezza, ora in cui passerà un altro treno. Scegliete voi quale preferite“. Gli operai, però, erano ancora sul binario. La terza telefonata è quella che coincide con l’incidente, quando Massa vede arrivare il treno.

Massa è stato il primo ad essere indagato per l’incidente, a seguirlo è stato Andrea Girardin Gibin, caposquadra della Sigifer, l’azienda (Con alle spalle più di vent’anni di attività nel settore e una delle cinque ditte accreditate da Rfi per lavorare sulle linee ferroviarie) che aveva in appalto i lavori di manutenzione nel tratto di binari dove è avvenuto l’incidente. I due sono gli unici sopravvissuti del gruppo di operai travolto dal treno.

L’accusa è di disastro ferroviario e omicidio plurimo, reati non più colposi ma volontari, con il cosiddetto dolo eventuale. Ovvero: si sarebbero prefigurati quello scenario, senza poi provocarlo ma anche senza far nulla per evitarlo. Gli inquirenti stanno anche esaminando le mail scambiate tra Sigifer e Rfi.

Matteo Salvini

Una delle teorie è che un primo treno passato in quella tratta sia stato erroneamente scambiato per il secondo treno, di cui parlava l’addetta alla sala controllo. Nessuna responsabilità, al momento, per i due macchinisti alla guida del mezzo poiché, secondo la Procura di Ivrea, si sarebbero limitati a fare il loro lavoro.

Per Matteo Salvini, Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, è un “Errore inaccettabile. La procedura c’è (Quella per prevenire gli incidenti, ndr), non puoi andare a lavorare sui binari se non c’è l’autorizzazione che non passano più veicoli. È stato un drammatico errore su cui ovviamente dobbiamo andare fino in fondo, è inaccettabile“. Il prossimo 5 settembre, alla Camera, le commissioni dei trasporti e del lavoro incontreranno Rete ferroviaria italiana e i sindacati, per discutere della sicurezza dei lavoratori ferroviari.

Marina Calderone

Sabato scorso, inoltre, Marina Calderone, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali si è recata a Brandizzo per rappresentare la vicinanza del Governo alle famiglie degli operai rimasti uccisi e per discutere dell’assistenza da fornire alle rispettive famiglie.

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