
Iran, morte di Khamenei: intensificata la sicurezza a Roma
Proseguono gli attacchi di USA e Israele in Iran. I pasdaran minacciano “L’operazione più feroce della storia” contro Tel Aviv e contro le masi americane. A Roma gli studenti iraniani festeggiano la morte della Guida suprema Ali Khamenei.
Prosegue l’operazione congiunta di Israele e USA per abbattere il regime iraniano, iniziata sabato scorso, con dei raid nel corso di uno dei quali è rimasta uccisa la Guida suprema, Ali Khamenei. Ma rimane incerta la sorte dell’ex presidente Mahmoud Ahmadinejad.

Alì Khamenei
L’attacco ha provocato più di 500 morti in Iran, danneggiando 131 distretti. Nel momento in cui scriviamo si stanno registrando altre esplosioni a Gerusalemme, con Tel Aviv che afferma di aver sganciato 1200 bombe su obiettivi iraniani e di aver richiamato 100mila riservisti.

Donald Trump
L’azione si sta allargando: nel corso della notte e questa mattina diversi missili sono stati lanciati a Doha, capitale del Qatar, a Dubai, negli Emirati arabi, e a Manama, la capitale del Bahrein. Da parte sua il presidente americano Donald Trump sostiene che, nel corso dei raid, sono rimasti uccisi 48 leader iraniani e si dice pronto ai colloqui con in nuovi vertici di Teheran, Trattative smentite dal capo della sicurezza iraniana, Ali Larijani, che afferma che l?iran “Non tratterà” con gli Stati Uniti.

Ali Larijani
Per reazione i pasdaran hanno minacciato contro Israele e contro le basi americane “L’operazione più feroce della storia“. Con la reazione di Donald Trump: “Se l’Iran colpirà duro, reagiremo con una forza mai vista prima. L’operazione durerà quattro settimane o meno“.
Nel frattempo si intensificano a Roma le misure di sicurezza per fronteggiare i rischi dovuti al conflitto in Iran. Come ha commentato il Prefetto Lanfranco Giannini dopo il vertice con il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e il Comando dell’operazione “Strade sicure” dell’esercito italiano: “A Roma la sicurezza è alta“.

In particolare il livello di guardia è concentrato su obiettivi sensibili della Capitale, come il quartiere ebraico, i porti, infrastrutture, stazioni, aeroporti, luoghi religiosi, consolati e ambasciate. 4mila punti in tutto. Il Ministero degli interni ha messo sotto controllo anche le strutture operative di pronto intervento. Coinvolta anche l’Intelligence.
Proprio a Roma in piazza San Giovanni in Laterano, circa 500 giovani iraniani, in maggioranza studenti, insieme ai loro amici italiani hanno festeggiato la morte di Khamenei. I festeggiamenti, sotto il controllo delle Forze dell’ordine, sono andati avanti senza problemi e pacificamente per tutta la notte, senza disordini pubblici. “Speriamo sia finita. Non ci importa del figlio dello scià, basta che sia finita” ha commentato una ragazza presente ai festeggiamenti.
