
Israele-Gaza: Tel Aviv intende allagare i tunnel nella striscia
Tel Aviv sta valutando la tattica di allagare con acqua di mare i tunnel sotterranei di Gaza. Erdogan chiede di processare Israele per crimini di guerra, mentre il Qatar definisce “Vergognosa” l’inerzia della comunità internazionale.
Dopo una breve tregua, le ostilità tra Israele e Hamas sono riprese il primo dicembre. Tel Aviv sta pensando di allagare i tunnel sotterranei nella Striscia di Gaza e, secondo un rapporto del Wall Street Journal, già il mese scorso avrebbe messo insieme un sistema idrico, circa un miglio a nord del campo profughi di Al-Shati, per attingere acqua dal Mediterraneo.
Secondo il rapporto, tale tattica, che “Potrebbe distruggere i tunnel e scacciare i combattenti dai loro rifugi sotterranei, ma anche minacciare l’approvvigionamento idrico di Gaza”, è stata presentata da Israele a Washington il mese scorso, per discutere della sua fattibilità logistica.

Recep Tayyip Erdoğan
Nel frattempo, il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, nel corso di una visita ufficiale a Doha con una delegazione del governo di Ankara, ha incontrato l’emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani, sottolineando come la Turchia stia continuando a inviare aiuti umanitari a Gaza.
“Non dobbiamo permettere che le atrocità a Gaza si inaspriscano trasformandosi in una guerra regionale che coinvolga la Siria” dichiara il presidente turco, ribadendo che la priorità per Ankara è un “Cessate il fuoco permanente” e un “Invio ininterrotto di aiuti umanitari“.

Tamim bin Hamad Al Thani
Erdoğan ha anche accusato Tel Aviv di crimini di guerra: “Non dovrebbe essere permesso ad Israele di farla franca con questi crimini. L’amministrazione di Netanyahu sta mettendo a repentaglio la sicurezza e il futuro dell’intera regione per prolungare la sua vita politica“.
Da parte sua, l’emiro del Qatar, sempre nel corso dell’incontro a Doha, ha criticato l’inerzia della comunità internazionale nei confronti della situazione in Medio oriente: “È vergognoso che la comunità internazionale permetta che questo crimine odioso continui per quasi due mesi, durante i quali continua l’uccisione sistematica e deliberata di civili innocenti, compresi donne e bambini“.

Dalla cessazione della tregua, il primo dicembre, sarebbero già stati uccisi 700 palestinesi, che si aggiungono ai 15.500 uccisi dall’inizio del conflitto, come dichiara Lynn Hastings, Coordinatrice umanitaria dell’Onu, che inoltre teme peggioramenti futuri: “Le condizioni necessarie per portare aiuti alla popolazione di Gaza non esistono. Se possibile, sta per aprirsi uno scenario ancora più infernale, in cui le operazioni umanitarie potrebbero non essere in grado di rispondere“.
