
Ius scholae e Tajani: opposizione aperta con riserva, maggioranza contraria
Tajani propone una riforma della cittadinanza. Opposizione aperta con qualche riserva, ma maggioranza contro. Fratelli d’Italia e Lega “Politicamente irricevibile“, Meloni “Non è nel programma“.
Il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani in questi giorni ha riportato in primo piano il dibattito sul sistema di cittadinanza proponendo lo “Ius Italiae”, nuova versione dell’attuale “Ius scholae”.

Antonio Tajani
Quello proposto dal ministro è un modello di cittadinanza più restrittivo, basato su un percorso scolastico svolto con profitto in Italia per almeno dieci anni.
Per Tajani il progetto è “perfettamente coerente con il programma del centrodestra” e si dichiara disponibile a un dialogo parlamentare con le altre forze politiche, inclusa l’opposizione.
Contrariamente alle previsioni, la proposta ha incontrato un atteggiamento aperto da parte della Sinistra, che pure ha qualche riserva sulla soglia dei dieci anni, mentre ha provocato qualche tensione all’interno della maggioranza.
Fratelli d’Italia e Lega, infatti, considerano lo Ius Italiae “politicamente irricevibile e tecnicamente sbagliato“. Persino Giorgia Meloni ha frenato il suo vicepremier, affermando che “la riforma della cittadinanza non è nel programma“.

Giorgia Meloni
Facciamo un po’ di chiarezza: il principio su cui oggi si basa la cittadinanza italiana è lo Ius sanguinis, ovvero è cittadino chi nasce da almeno un genitore italiano. Parliamo della legge 91 del 1992, che rappresenta la modalità principale per ottenere la cittadinanza italiana.
Con questo sistema non conta il luogo di nascita: si può essere nati all’estero e avere lo stesso la cittadinanza italiana per discendenza. Vale anche per i discendenti di italiani emigrati all’estero o figli adottivi, purché si dimostri il legame parentale.
Ricapitolando, in Italia:
1-I figli di stranieri nati nel paese possono diventare cittadini italiani al compimento del 18esimo anno, a patto di presentare richiesta entro un anno e abbiano sempre vissuto legalmente in Italia.
2-I figli di cittadini italiani hanno la cittadinanza dalla nascita, appunto per lo Ius sanguinis.
3-Gli stranieri adulti possono richiedere la naturalizzazione dopo 10 anni di residenza, dopo aver rispettato requisiti linguistici, economici, alloggiativi e sociali.
