
Migranti e finanziamenti di Berlino alle Ong: Meloni scrive a Scholz
La Germania decide di concedere finanziamenti alle Ong attive in Italia. La Premier italiana scrive al cancelliere tedesco e si dichiara “Stupita dai fondi alle Ong”. La risposta di Berlino “Deciso a novembre. Roma sapeva”.
Mentre aumentano le tensioni tra Berlino e Roma sull’emergenza migranti (La Germania è tra i paesi che hanno dichiarato chiuse le frontiere ai flussi migratori) e Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio dei ministri e ministro degli affari esteri, si reca in Francia (Altro paese che ha chiuso le frontiere) per discuterne, Giorgia Meloni ha scritto una lettera al cancelliere tedesco Olaf Scholz.

Antonio Tajani
Il nodo della questione è il rifiuto di Berlino a redistribuire anche in Germania i migranti giunti in Italia, offrendosi però nello stesso tempo a concedere finanziamenti per affrontare l’emergenza, in particolare quella a Lampedusa.
In tale occasione la ministra tedesca dell’Interno, Nancy Faeser, disse ““L’Italia non sta rispettando le riammissioni del sistema di Dublino (Definito “Preistoria” persino da Sergio Mattarella di recente, ndr). E finché non lo farà, nemmeno noi accoglieremo altri rifugiati”.
In particolare si parla dei finanziamenti tedeschi alle Ong italiane. In verità il primo a reagire è stato il Ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha commentato come “Molto grave” la decisione di Berlino, a quanto pare non concordata con Roma, di concedere alle Ong contributi dai 400 agli 800mila euro, fino a un limite di 2 milioni.

Olaf Scholz
Parole seguite dalla lettera della Premier italiana al cancelliere tedesco. Molto simile, anche se in toni diversi, la reazione del ministro Matteo Salvini “È una vergogna, un oltraggio e un atto ostile che Paesi stranieri finanzino associazioni private straniere per portare immigrati clandestini in Italia. È come se l’Italia finanziasse delle associazioni all’estero per agevolare irregolarità. La Germania accolga chi scappa veramente dalla guerra, invece di finanziare associazioni private che violano le normative e i confini italiani”.

Matteo Salvini
Una reazione ribadita anche da Antonio Tajani (Anche lui sottolinea l’importanza di una soluzione congiunta europea), che così risponde alla sua omologa tedesca Annalena Baerbock: “Le chiederò spiegazioni. Forse era giusto sostenere le Ong che portano i migranti in Germania, non in Italia”.
Ma vediamo il testo integrale della lettera della leader di Fratelli d’Italia a Olaf Scholz:
“Caro Olaf, come sai, in queste settimane il Governo italiano è impegnato in prima linea nel fare fronte ad una pressione migratoria eccezionale. Tale impegno si esprime sia sul fronte interno per dare il massimo sostegno alle regioni italiane più coinvolte, a partire dall’Isola di Lampedusa, sia su quello internazionale, dove abbiamo moltiplicato i contatti, da ultimo a New York, con i Partner internazionali ed i Paesi di origine e transito nonché con le Istituzioni e gli Stati membri UE. Particolarmente importanti sono stati la visita della Presidente della Commissione Europea von der Leyen a Lampedusa lo scorso 17 settembre e i progressi concreti nell’attuazione del Memorandum d’intesa UE-Tunisia che ne sono scaturiti. In tale contesto, ho appreso con stupore che il Tuo Governo – in modo non coordinato con il Governo italiano – avrebbe deciso di sostenere con fondi rilevanti organizzazioni non governative impegnate nell’accoglienza ai migranti irregolari sul territorio italiano e in salvataggi nel Mare Mediterraneo. Entrambe le possibilità suscitano interrogativi. Innanzitutto, per quanto riguarda l’importante e oneroso capitolo dell’assistenza a terra è lecito domandarsi se essa non meriti di essere facilitata in particolare sul territorio tedesco piuttosto che in Italia. Inoltre, è ampiamente noto che la presenza in mare delle imbarcazioni delle ONG ha un effetto diretto di moltiplicazione delle partenze di imbarcazioni precarie che risulta non solo in ulteriore aggravio per l’Italia, ma allo stesso tempo incrementa il rischio di nuove tragedie in mare”.
Da parte sua, il Governo tedesco si stupisce della reazione italiana, sostenendo che Roma sapesse dei finanziamenti alle Ong addirittura dallo scorso novembre. “Possiamo confermare la ricezione della lettera della Presidente del Consiglio italiano, la lettera riceverà una risposta” dichiarò infatti un portavoce del governo tedesco.
