
Guerra in Iran: attacco con drone a base italiana in Kuwait
L’Iran attacca con un drone una base in Kuwait, distruggendo un Predator/Reaper da ricognizione. Il personale italiano non è rimasto coinvolto. Tajani: “non ci faremo intimidire da un drone, le nostre missioni continuano”.
Ieri un attacco con drone ha colpito la base di Ali Al Salem in Kuwait, che ospita personale militare sia italiano che americano. Il velivolo comandato da remoto ha distrutto un drone della Task Force Air italiana, un Predator/reaper da ricognizione custodito in un hangar all’interno della base.
Come ha poi spiegato lo Stato maggiore della Difesa, il velivolo era stato alleggerito nei giorni scorsi, nell’ambito dell’evoluzione della situazione nella zona, e nella base base era rimasto solo il personale addetto alle attività essenziali.

A darne comunicazione è stato il generale Luciano Portolano, capo di Stato maggiore della Difesa, in un post su X: “Al momento dell’attacco tutto il personale era in sicurezza e non è stato coinvolto. Dell’accaduto ho prontamente informato il ministro della Difesa, Crosetto, col quale sono in costante contatto per l’aggiornamento continuo della situazione di tutti i nostri contingenti all’estero“.

Antonio Tajani
Anche Guido Crosetto, oltre a confermare che al momento dell’attacco il personale era già al sicuro e non è rimasto coinvolto, sottolinea “Dell’evento ho immediatamente informato il Presidente del Consiglio dei ministri, i vicepresidenti del Consiglio e tutti i leader delle forze politiche, sia di maggioranza sia di opposizione, al fine di garantire la massima trasparenza e condivisione della situazione“.
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani: “Non ci faremo intimidire da un drone, le nostre missioni continuano. Non è che arriva un drone e allora molliamo le nostre postazioni“.

Alfredo Mantovano
Per Alfredo Mantovano, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, l’attacco di ieri si inserisce nella volontà di Teheran di impedire ogni appoggio agli USA e a Israele: “Evidentemente un atto di intimidazione al pari dei colpi che vengono riservati a partire dall’Iran a tutto gli altri paesi del Golfo“.
