IUS SOLI: PER SALVINI LA LEGGE FUNZIONA E NON SI CAMBIA

IUS SOLI: PER SALVINI LA LEGGE FUNZIONA E NON SI CAMBIA

Dopo l'attentato di San Donato Milanese si infiamma il dibattito sulla cittadinanza ma il vice premier è irremovibile: "la cittadinanza non è un biglietto per il Lunapark"

A più di un anno di distanza dal tentativo fallito del Governo Gentiloni di approvare una riforma del sistema di concessione della cittadinanza italiana agli stranieri torna in auge il tema dello Ius Soli, istituto secondo cui chi nasce in Italia diventa automaticamente italiano. Causa scatenante per l’alimentarsi del dibattito è  l’attentato fallito a San Donato Milanese ad opera di Ousseynou Sy lo scorso 20 Marzo sventato dal 12 Ramy, ragazzino di origini egiziane, e dal suo compagno Adam entrambi nati in Italia ma, secondo la legge vigente, non ancora cittadini italiani.

In pochi giorni tanto l’atto eroico dei due ragazzini, che fingendo di pregare in arabo chiamano i carabinieri che riescono così a liberarli dalla follia del sequestratore, tanto le ragioni dello stesso attentatore che ha dichiarato di non voler far male a nessuno ma di voler alzare l’attenzione sui “bambini africani morti in mare”, danno vita ad un cortocircuito tutto italiano per cui non si discute più di sicurezza e delle falle di un sistema che hanno portato un uomo con precedenti per abusi sui minori e ubriachezza molesta a guidare un autobus che trasporta ragazzini in piscina. Bensì l’unico problema diventa il perché Ramy e gli altri sui amichetti di origini straniere non siano ancora cittadini italiani. Da qui allo Ius Soli il passo, seppur forzato, è veramente breve.

Ed ecco che quindi il dibattito politico sul diritto di cittadinanza alla nascita ritorna ad infiammare soprattutto i media e la carta stampata attraverso i soliti noti del pensiero unico che scorgono in un episodio come questo un’ottima occasione per dividere ancora una volta il mondo tra i buoni e i cattivi.

Eppure c’è qualcosa che non torna. Il padre di Ramy, come lui stesso ha dichiarato in un video online, è residente in Italia da 18 anni e non ha mai fatto richiesta per la cittadinanza italiana, nonostante avesse tutti i requisiti per chiederla e ottenerla, sono stati i giornalisti a spingerlo a chiedere la cittadinanza per Ramy, perché, dicono, “è un suo diritto”.

Inoltre, proprio come stabilito dalla legge sulla cittadinanza del 1992, lo status di cittadino italiano può essere ottenuto anche per meriti speciali ed è quello che sembra avverrà per Ramy e Adam, i quali come ha dichiarato il Ministro Salvini a margine dell’incontro avvenuto al Viminale con alcuni dei ragazzi scampati all’incendio, tra qualche giorno dovrebbero ottenere la cittadinanza italiana con una fattispecie particolare senza per questo modificare la legge vigente.

Ancora una volta quindi i maestri del politicamente corretto, appoggiati dalla sinistra democratica e meno democratica, hanno provato a mettere in atto una strumentalizzazione che non ha prodotto i risultati sperati. All’interno del Governo infatti non sembra essersi aperto alcun dibattito sulla modifica della legislazione vigente in tema di cittadinanza e i due ragazzi-eroi hanno invece ottenuto il riconoscimento formale da parte dello Stato per cui si sono spesi.

Sembrerebbe quindi una partita chiusa. Eppure gli oppositori del Governo gialloverde non demordono. Ramy e Adam diventano, loro malgrado, protagonisti a reti unificate di tutti i programmi di intrattenimento politico degli ultimi giorni. Intervengono sulla loro sorte tutti gli esponenti della sinistra politica, partitica e culturale. L’ex presidente della corte costituzionale, Valerio Onida, in un’intervista a La Stampa parla di fascismo:  “Le motivazioni espresse da chi è contrario allo Ius Soli mi ricordano quelle con cui il fascismo introdusse le leggi razziali”. Il sindaco di Milano Sala parla di tema fondamentale per il futuro del Paese, l’ex ministro Delrio si strappa i capelli rivelando che “quando fummo fermati e non si riuscì ad approvare lo ius soli quasi non potevo guardare negli occhi i tanti ragazzi nati e cresciuti in Italia ma figli di stranieri”; il neo segretario del PD Zingaretti si augura una nuova grande mobilitazione, mentre l’ex segretario del PD Matteo Renzi lancia una raccolta firme per presentare una proposta di legge di iniziativa popolare sul tema.

Il Ministro Salvini da par suo si è categorico: “La cittadinanza è una cosa seria e arriva alla fine di un percorso di integrazione, non è un biglietto per il Luna Park. In singoli casi eccezionali si può concedere anche prima del tempo, ma la legge non cambierà”. Per il vicepremier infatti lo Ius Soli “non è un’emergenza sentita da molti in Italia però il Parlamento è sovrano e può dibattere di quello che crede. Di sicuro in Consiglio dei ministri di Ius soli non si parlerà”. Inoltre “l’Italia – ha dichiarato Salvini – è il Paese europeo che concede più cittadinanze con la normativa vigente, quindi non si capisce la necessità di fare scorciatoie”.

L’Italia, infatti, al contrario di quanto si vuole far credere, non è affatto un paese razzista che non vuol bene agli eroi come Ramy. Negli ultimi due anni sono stati concessi più di 380.000 riconoscimenti di cittadinanza italiana ad altrettante persone straniere e questo  in Europa è un record assoluto.

Specie se si considera che esse non sono assegnate per bontà o per arbitrio, ma perché si è seguito un preciso iter legislativo. In Italia si può essere cittadini se almeno un genitore è italiano, se si contrae matrimonio con un coniuge italiano, se si è immigrati regolari e si è presenti nel nostro territorio da un certo numero di anni. Per i casi come quello di Ramy, ossia nascere in Italia da due genitori stranieri, la cittadinanza si acquista, automaticamente, con la maggiore età. Prima di allora, comunque, tutti i minorenni in questione hanno già medesimi diritti spettanti ai ragazzini italiani, sanità ed istruzione in primis. Anche se non italiano, il figlio di una coppia di immigrati deve iscriversi a scuola, deve avere diritto a prestazioni sanitarie e così via. Poi con l’arrivo dei 18 anni diventa ufficialmente cittadino italiano, acquistando diritti che anche i neo maggiorenni italiani hanno soltanto con il compimento della maggiore età.

Le norme e le regole, quindi, ci sono già e nessuno viene lasciato indietro con o senza Ius Soli.

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