La Lega celebra l’anniversario a Pontida. Comizio di Matteo Salvini e Viktor Orban

La Lega celebra l’anniversario a Pontida. Comizio di Matteo Salvini e Viktor Orban

Si è svolto ieri, 6 Ottobre, l’annuale raduno della Lega in quel di Pontida, dove sono accorsi da mezz’Italia i sostenitori del “Carroccio”, e dove il palco e l’attenzione dei presenti è stata tutta rivolta ai discorsi del segretario federale e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, e del primo ministro ungherese Viktor Orban. I punti cruciali trattati nell’intervento del leader della Lega nell’ordine sono stati la lotta all’immigrazione clandestina e l’introduzione di nuove tasse. Salvini dal palco ha spiegato e detto a chiare lettere che se ci saranno nuove tasse, queste colpiranno soltanto le banche e gli istituti di credito, e non certo le classi medie e meno abbienti del paese. In riferimento al tema molto caldo del contrasto all’immigrazione irregolare e alla lotta agli scafisti e trafficanti di esseri umani, ha rafforzato la posizione del suo partito, rafforzando il concetto per il quale il suo partito si schiererà sempre per la lotta a questo fenomeno criminale. Pieno sostegno alle parole di Salvini è arrivato dal suo alleato in Europa, Viktor Orban, premier ungherese e fondatore da un paio di mesi del nuovo gruppo dei patrioti a Bruxelles. Orban ha rinnovato la grande ammirazione per il vice premier italiano, assicurando il suo pieno sostegno alla lotta agli immigrati irregolari e alla minaccia islamica ormai molto forte in Europa, ringraziandolo per aver “difeso i confini nazionali dell’Italia e dell’Europa”. Com’è ben noto, Due settimane fa i pubblici ministeri della procura della Repubblica di Palermo, hanno chiesto una condanna a sei anni di reclusione per Salvini, “reo” di aver sequestrato i migranti e di averne impedito lo sbarco. Sul palco di Pontida anche il ministro dell’economia Giorgetti, il quale dopo aver ricordato la sua provenienza proletaria e umile, essendo figli di un pescatore e un’operaia tessile, ha spiegato i motivi per i quali è favorevole all’introduzione di una tassa riferita al patrimonio delle banche, e che escluda dal prelievo le piccole e medie imprese. Un commento a queste dichiarazioni è giusto farlo, e pur condividendo alcune riflessioni del rappresentnsante del governo, ci sentiamo in dovere, però, di ricordare a Giorgetti che uno dei punti più qualificanti del programma che ha portato il centrodestra e Giorgia Meloni a palazzo Chigi, era proprio la riduzione della pressione fiscale, che com’è ben noto è uno dei mali più grandi del paese. Ci pare giusto affermare il principio della proporzionalità fiscale, ovverosia “ chi è più ricco paga di più”, ma attenti a non perdere di vista il vero obiettivo che è quello di procedere alla diminuzione del carico fiscale, per consentire in tal modo alle imprese di crescere e con il risparmio delle tasse di assumere nuovo personale, fattore indispensabile per l’aumento del PIL nazionale. Un’ultima considerazione riguarda la lotta al traffico di esseri umani e la lotta all’immigrazione selvaggia di cui il nostro paese è il “capro” espiatorio di tutta l’Europa, unendoci al pensiero di Salvini e di tanti italiani, è importante riaffermare uno stato di diritto in base al quale nessuno straniero può entrare nel territorio dello stato senza documenti personali con la pretesa di rimanervi violando le leggi nazionali sull’immigrazione. Proprio per questo ci sentiamo vicini al governo Meloni e a questa dura battaglia di legalità che pur nella sua complessità, dovrà essere vinta, senza che nessun altro potere dello stato sconfessi o si ponga quale nemico di chi vuole il rispetto della legge e difende in modo lecito, nel rispetto dei diritti umani, i confini e il territorio del proprio paese.

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