L’europarlamentare di FI Lara Comi, indagata per finanziamento illecito sotto forma di anomala prestazione di servizi o per finanziamento illecito?

L’europarlamentare di FI Lara Comi, indagata per finanziamento illecito sotto forma di anomala prestazione di servizi o per finanziamento illecito?

La Procura di Milano contesta una fattura del gennaio 2019 emessa dalla Omr holding e della quale il presidente della Confindustria Lombarda Bonometti è a capo, a favore della società Premium consulting srl, tra i cui soci figura Lara Comi. Il legale della europarlamentare candidata alle elezioni europee afferma:" Perché simulare una prestazione di servizi, quando si poteva avere un finanziamento secondo le modalità stabilite dalla legge?". L'imprenditore Bonometti avrebbe finanziato due studi per l'espansione in Europa dei mercati, ma durante l'interrogatorio davanti ai pm " nella veste di testimone" di aver sostenuto economicamente diverse campagne elettorali senza farne mistero.

Il suo nome era apparso già per delle presunte consulenze procurate dall’excoordinatore varesino di FI, Nino Caianiello, ritenuto il “burattinaio” dell’ ipotizzabile sistema illecito e ora agli arresti. Adesso Lara Comi, eurodeputata di FI e candidata alle prossime elezioni europee di maggio, ricompare nella maxi inchiesta della Dda di Milano perché indagata , accusata di aver ricevuto un contributo elettorale per il suo partito lo scorso gennaio, da 31,000 euro dall’industriale bresciano e presidente della Confindustria Lombarda, Marco Bonometti, anche lui indagato per lo stesso fatto. Al presidente della Confindustria della Lombardia Bonometti, la Procura di Milano contesta una fattura da 31,000 euro, emessa da Omr holding, la società di cui Bonometti è il presidente, e relativa al versamento di quei soldi alla società Premium consulting srl, tra i cui soci figura appunto l’eurodeputata Comi. Secondo gli inquirenti i 31 mila euro sarebbero stati versati in due tranche, e stando alla ricostruzione dei Pm, Bonometti avrebbe versato quei soldi formalmente per una consulenza, per l’acquisto di una tesi di laurea visibile anche online, e invece quella somma sarebbe andata a finanziare illecitamente Lara Comi. L’avvocato G.P. Biancolella, difensore dell’europarlamentare di FI Lara Comi, ha affermato che ” la consulenza era regolare e non c’è stato alcun finanziamento. Perché simulare una prestazione di servizi, quando si poteva avere un finanziamento secondo le modalità stabilite dalla legge?”. “Mai commesso alcun illecito” è quanto ha affermato Marco Bonometti, sull’inchiesta delle tangenti in Lombardia, respingendo le accuse e per le quali ha spiegato in una nota ” sono stato ascoltato dai pm milanesi solo come testimone”.

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