Libia, Salvini ribadisce che i porti rimangono chiusi per rischio terrorismo. Ed emana una direttiva

Libia, Salvini ribadisce che i porti rimangono chiusi per rischio terrorismo. Ed emana una direttiva

Contrari i ministri Di Maio e Trenta che bollano come inefficace la politica di Salvini

La crisi in Libia, con l’offensiva di Haftar alla guida dell’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna) contro il governo sostenuto dall’Onu di Fayez al-Serraj, sta creando non pochi problemi all’interno del nostro Governo. Approfittando della guerra civile, dove sono già morte quasi 200 persone, secondo quanto riportato dall’Oms, circa 500 terroristi, detenuti tra Tripoli e Misurata, potrebbero fuggire e raggiungere via mare le coste italiane. Non a caso, la Francia ha già chiesto ufficialmente di prorogare la chiusura delle frontiere con l’Italia per altri sei mesi con la motivazione di “emergenza nazionale” legata al terrorismo. Ecco allora che il ministro dell’interno Matteo Salvini ha ribadito che i porti rimarranno chiusi ed ha emanato una direttiva ad hoc per la Mare Jonio, la nave dell’ong Mediterranea, battente bandiera italiana, tornata in mare il 14 aprile scorso per fare attività di ricerca, soccorso e monitoraggio. Salvini avverte che “non tollererà violazioni della normativa nazionale e internazionale” ma dalla ong italiana fanno sapere che rispetteranno le regole. Anche per il presidente del Consiglio Giuseppe Conte il rischio escalation terrorismo per la crisi libica è un problema concreto. “Siamo molto preoccupati per la crisi libica – ha spiegato. -Abbiamo sempre lavorato e continueremo a lavorare per scongiurare una crisi umanitaria che può esporre al rischio dell’arrivo di foreign fighters sul nostro territorio. Bisogna assolutamente evitare l’escalation”.

Diverso il pensiero del ministro della Difesa Elisabetta Trenta e dell’altro vice premier Luigi Di Maio che bollano come inefficace la decisione di Salvini. Per il pentastellato infatti la chiusura dei porti sarebbe una misura solo temporanea, per tamponare l’impennata degli arrivi, che probabilmente si verificherà se la situazione in Libia dovesse precipitare ulteriormente. “Chiudere un porto è una misura occasionale – ha detto Di Maio in un’intervista al Corriere della Sera – risultata efficace in alcuni casi quando abbiamo dovuto scuotere l’Ue, ma è pur sempre occasionale. Funziona ora, ma di fronte a un intensificarsi della crisi non basterebbe, quindi bisogna prepararsi in modo più strutturato, a livello europeo, nel rispetto del diritto internazionale. Occorre pianificare e prevenire, perché la sola reazione ha i suoi limiti”.

La risposta di Salvini non si è fatta attendere. “Rispetto il lavoro del collega di Maio che si occupa di lavoro, ma sui temi di controllo dei confini e di criminalità organizzata sono io a decidere – ha detto con forza. – Se i ministri Di Maio e Trenta la pensano in modo diverso lo dicano in Cdm e faremo una franca discussione. I porti con me rimangono indisponibili chiusi e sigillati ai mercanti di esseri umani”.

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