Libia, Haftar e Serraj a Mosca per negoziare la tregua

Libia, Haftar e Serraj a Mosca per negoziare la tregua

Russia e Turchia vogliono consolidare il cessate-il-fuoco. Intanto prosegue l'attività diplomatica dell'Italia: Conte è ad Ankara mentre Di Maio a Tunisi

Il capo del governo di accordo nazionale libico, Fayez al-Serraj, e il comandante dell’autoproclamato Esercito nazionale, Khalifa Haftar, sono arrivati a Mosca per siglare la tregua nel Paese nordafricano. La Russia, assieme alla Turchia, l’8 gennaio scorso aveva fissato a domenica 12 il momento in cui far cessare il fuoco fra le milizie di Haftar e quelle che difendono il governo di Al Serraj. Putin oggi li ha inviatati entrambe a Tripoli per firmare in modo solenne questa tregua, una costruzione politica militare a cui il presidente russo ha lavorato con quello turco Erdogan. I “contatti” tra Serraj e Haftar si terranno sotto l’egida dei ministri dei due Paesi.

L’inviato russo per la Libia, Lev Dengov, ha confermato la possibilità che i due rivali firmino la tregua ma non che si incontreranno direttamente. “Per quanto ne so – ha detto Dengov – Serraj e il capo del Consiglio di Stati Khalid al-Mishri negozieranno in merito ad alcuni dettagli del documento. Non è chiaro se le due delegazioni si incontreranno“. Secondo l’inviato russo avranno incontri separati con funzionari russi e con gli emissari della delegazione turca che coopera con la Russia su questo dossier. Saranno probabilmente presenti ai colloqui anche rappresentanti degli Emirati Arabi Uniti e dell’Egitto in qualità di osservatori.

l governo di Tripoli intanto si dice ad ogni modo pronto a “riprendere le operazioni militari nel caso la tregua venisse infranta” e dall’Italia continua l’attività diplomatica. Oggi Conte è ad Ankara per incontrare il presidente Erdogan mentre il ministro degli Esteri Luigi Di Maio sarà a Tunisi per vedere il presidente, in quanto il paese, oltre a confinare con la Libia, è uno di quelli arabi direttamente interessati al fenomeno di profughi in partenza dalla terra nordafricana.

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