Lodi, il treno Frecciarossa potrebbe essere deragliato per un errore umano

Lodi, il treno Frecciarossa potrebbe essere deragliato per un errore umano

Al centro dell'inchiesta c'è la mancata segnalazione al sistema elettronico di sicurezza dello scambio in svio. I feriti stanno bene e sono stati tutti dimessi dall'ospedale tranne un addetto delle pulizie che ha subito un'operazione alla gamba

Un errore umano. Al centro dell’inchiesta sul deragliamento del treno Frecciarossa diretto a Salerno, che ieri mattina ha provocato la morte di due macchinisti ed il ferimento di altri 31 passeggeri, c’è la mancata segnalazione al sistema elettronico di sicurezza dello scambio in svio. Proprio in quel punto è avvenuta la tragedia. Cinque addetti di Rfi, la società di Ferrovie che si occupa della manutenzione dei binari, un capo e quattro operai, nella notte di mercoledì scorso, stavano lavorando ad un problema elettrico non risolto su un pezzo di linea dell’alta velocità all’altezza di Ospedaletto Lodigiano. I tecnici dovranno ora chiarire come mai il sistema di rilevamento non abbia ricevuto una segnalazione di svio ma l’abbia ricevuta di binari per dritto. In sostanza lo scambio avrebbe dovuto avere gli aghi dei binari posizionati sul via dritto e invece li aveva posizionati in svio a sinistra senza che nessuno lo sapesse. Così il treno in quel punto è decollato anche perché viaggiava a 290 km/h. La prima carrozza, dove si trovava la motrice, è arrivata lontano 6-700 metri dopo, impattando contro un carrello che si trovava su un binario morto e poi contro una palazzina. Il carrello è stato poi trovato dentro la palazzina, mentre dalla cabina di pilotaggio, sventrata, i corpi dei due macchinisti sono stati lanciati fuori a grande distanza.

Buone notizie invece per i 12 feriti ricoverati all’ospedale Maggiore di Lodi. Stanno tutti bene e sono stati già dimessi. Solo un addetto delle pulizie è ancora ricoverato perché ha subito un’operazione alla gamba ma le sue condizioni non sono gravi.

Non ci sono previsioni sui tempi con cui potrà essere ripristinata la linea dei treni alta velocità ora interrotta. L’area infatti è stata al momento posta sotto sequestro dalla Procura di Lodi e fino a quando non sarà disposto il dissequestro Rfi non potranno iniziare i lavori di ripristino.

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