
Maduro: cade l’accusa USA di aver guidato il narcotraffico
Maduro in tribunale si professa innocente. Il testimone chiave poco attendibile e già conosciuto per le sue false dichiarazioni. Il dipartimento americano ritratta la definizione di cartello del narcotraffico.
L’ex presidente (deposto) venezuelano Nicolàs Maduro si è dichiarato non colpevole nel corso della prima udienza al Tribunale federale americano, dove è accusato di droga, narcoterrorismo e traffico internazionale di droga.
L’udienza, nel corso della quale Maduro ha dichiarato “Sono innocente, non sono colpevole” ha aperto formalmente il procedimento giudiziario dopo la sua cattura in seguito a un blitz degli USA e il successivo trasferimento in un carcere di Brooklyn. Il giudice ha fissato la prossima udienza al 17 marzo.

Nel frattempo persino il Dipartimento di giustizia americano fa marcia indietro su una delle accuse più gravi mosse contro il deposto presidente venezuelano: quella di essere a capo di un cartello di narcotrafficanti conosciuti come “Cartel de los soles”.
I procuratori di Washington continuano ad accusarlo di aver partecipato a una cospirazione legata al narcotraffico, ma senza più la definizione di “cartello della droga”. Parlano ora, negli ultimi atti, di un “sistema di patronato” e di “una cultura della corruzione” alimentata dai proventi del traffico di droga.

Va detto che il cosiddetto super testimone contro Maduro, di cui si era molto parlato nei giorni scorsi, si è rivelato non molto affidabile. Si tratta infatti di Hugo “El Pollo” Carvajal, ex capo dei servizi segreti venezuelani e ora detenuto negli USA per narcotraffico.
Carvajal, in una lettera inviata a Donald Trump tempo fa, aveva dichiarato di aver assistito alla trasformazione del Governo chavista in un’organizzazione criminale guidata proprio da Maduro e da altri funzionari con lo scopo di “usare la droga contro gli Stati Uniti“.
Carvajal è noto per le sue false dichiarazioni. Oltre a questa su Maduro, già in passato aveva accusato il Movimento 5 Stelle di aver ricevuto finanziamenti dal Venezuela, parliamo di più di tre milioni di dollari, tramite Gianroberto Casaleggio.
