Manifesto di Ventotene: le reazioni alle dichiarazioni di Giorgia Meloni

Manifesto di Ventotene: le reazioni alle dichiarazioni di Giorgia Meloni

Alla Camera dei deputati Meloni legge alcuni passi del Manifesto di Ventotene e sottolinea che non è il suo concetto di Europa. Reazioni in aula tra maggioranza e opposizione. Tajani: “Meloni non ha offeso Spinelli, la polemica è fuori luogo“. Per Schlein “Meloni oltraggia la memoria europea“.La Premier: “è un simbolo? Non l’ho distorto“. 

Mercoledì scorso, nella Camera dei deputati, Giorgia Meloni ha letto alcuni passaggi del Manifesto di Ventotene, provocando molte reazioni opposte. In sostanza, la critica della Premier è dovuta al fatto che il documento non è adatto a definire un’Europa moderna.

Giorgia Meloni

Tra gli stralci citati dalla leader di Fratelli d’Italia: “La rivoluzione europea, per rispondere alle nostre esigenze, dovrà essere socialista“, poi “La proprietà  privata deve essere abolita, limitata, corretta, estesa caso per caso” e “Nelle epoche rivoluzionarie, in cui le istituzioni non debbono già essere amministrate, ma create, la prassi democratica fallisce clamorosamente“.

Meloni ha poi sottolineato: “Non so se questa è la vostra Europa, ma certamente non è la mia“, e per i suoi sostenitori “ha fatto cadere il muro di Berlino anche in Italia“.  Subito l’aula si è infiammata, tra le reazioni di approvazione della maggioranza e le proteste delle opposizioni.

Ernesto Rossi

Il Manifesto di Ventotene è il nome con cui è comunemente conosciuto il documento “Per un’Europa libera e unita-progetto di un manifesto” scritto nel 1941 dagli antifascisti Ernesto Rossi e Altiero Spinelli mentre erano al confino sull’isola di Ventotene  a causa delle loro opposizioni al regime fascista. Venne poi pubblicato nel 1944 grazie al socialista Eugenio Colomi, che ne scrisse la prefazione e venne poi ucciso dai fascisti.

Per gli storici si tratta di uno dei documenti fondamentali dell’europeismo moderno perché, già all’epoca della Seconda guerra mondiale, gettò le basi per quella che sarebbe diventata l’unione europea. Anche se va specificato che l’Europa si è poi basata più su in sistema verticistico, l’esatto contrario di quello federale voluto da Rossi e Spinelli.

Altiero Spinelli

Tornando in seguito alle sue dichiarazioni, Meloni ha sottolineato la necessità di contestualizzare il documento in base ai tempi di oggi: “Ho fatto arrabbiare? Ho letto un testo. Non capisco cosa ci sia di offensivo. Un testo si può distribuire ma non leggere? È un simbolo? Non l’ho distorto, l’ho letto Ma non per quello che il testo diceva 80 anni fa, perché è stato distribuito sabato scorso“e, appunto, specifica “Un testo che 80 anni fa aveva la sua contestualità se tu lo distribuisci oggi devo leggerlo e chiedere se è quello in cui credi“.

Antonio Tajani ha così commentato: “Grande rispetto per tutti, la mia Europa è quella di De Gasperi, Adenauer e Schuman. Meloni non ha offeso Spinelli, la polemica è fuori luogo“.

Antonio Tajani

Ma per Elly SchleinMeloni oltraggia la memoria europea, nascondendo le divisioni del suo Governo“, mentre per Giuseppe Conte la premier è “irriconoscente, se siede al consiglio europeo è grazie a Spinelli e Rossi. Tutta l’Europa riconosce che quello è stato il progetto fondativo dell’Europa libera e democratica che abbiamo“.

C’è anche chi critica l’intera polemica, come Carlo Calenda, leader di Azione: “Che senso ha tutta questa bagarre sul manifesto di Ventotene quando il problema oggi è come tenere a bada Putin?“.

 

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