Migranti e Albania: Cdm approva decreto

Migranti e Albania: Cdm approva decreto

Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri il decreto sui migranti in Albania. Tra gli obiettivi l’elenco dei 19 Paesi considerati sicuri e le la gestione delle richieste di asilo. Piantedosi: “Si tratta di una normativa europea, ne abbiamo solo anticipato l’entrata in vigore“.

Nella serata di ieri, il Consiglio dei ministri convocato da Giorgia Meloni con lo scopo di superare il problema dei 12 migranti costretti a tornare in Italia dopo essere stati trasferiti in Albania (parliamo della recente decisione del Tribunale di Roma di non convalidare il trattenimento di alcuni migranti nel centro albanese di Gjader, perché provenienti da Paesi non sicuri) sembra aver raggiunto una soluzione grazie a un decreto legge.

Giorgia Meloni

So tratta di un testo abbastanza semplice, che contiene anche una lista dei 19 paesi (dai 22 iniziali) considerati sicuri per i migranti dal Governo, con le richieste d’asilo che verranno analizzate con procedura accelerata alla frontiera.

Per il ministro dell’interno, Matteo Piantedosi, in questo decreto diventa “fonte primaria l’indicazione dell’elenco di 19 Paesi sicuri sugli originali 22: abbiamo tenuto conto dell’integrità territoriale ed escluso Camerun, Colombia e Nigeria”.

Matteo Piantedosi

I paesi considerati sicuri nel decreto sono: Albania, Algeria, Bangladesh, Bosnia-Erzegovina, Capo Verde, Costa d’Avorio, Egitto, Gambia, Georgia, Ghana, Kosovo, Macedonia del Nord, Marocco, Montenegro, Perù, Senegal, Serbia, Sri Lanka e Tunisia.

Si tratta di una normativa europea, ne abbiamo solo anticipato l’entrata in vigore: normativa che entrerà in vigore nel giugno 2026 e che riteniamo essere ancora più stringente”, continua Piantedosi, sottolineando che “per le definizioni di Paese sicuro conterà la percentuale di approvazione delle richieste d’asilo accettate, basterà il 20% e i Paesi compresi nel decreto già rispettano quella soglia. Ci sono Stati europei che chiedono che la normativa in questione sia addirittura anticipata“.

Carlo Nordio

Per il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, “Il nocciolo della sentenza della Corte di giustizia europea è che il giudice deve, nel momento in cui si pronuncia, dire in maniera esaustiva e completa, nel caso di specie, quali siano le ragioni per cui per quell’individuo quel determinato Paese non è ritenuto sicuro. Nelle motivazioni dei decreti al centro del dibattito in questi giorni“.

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