
Migranti: Meloni contro la decisione della giudice Iolanda Apostolico
Continua la polemica nei confronti della giudice del Tribunale di Catania che in questi giorni che ha accolto i ricorsi di alcuni migranti contro il Governo e non ne ha convalidato il fermo nel centro di Pozzallo. Giorgia Meloni: “Un pezzo di Italia favorisce l’immigrazione illegale. Basita dalla sentenza contro il Governo”.
A soli cinque giorni dall’inaugurazione del nuovo centro per l’esame rapido delle domande di asilo a Modica-Pozzallo, i primi migranti giunti sono stati rilasciati dal Tribunale di Catania, che ha accolto i loro ricorsi contro il Governo, e tramite la giudice Iolanda Apostolico non ne ha convalidato il fermo.
La motivazione della giudice è che il nuovo decreto Cutro sia “Illegittimo in più parti”.
I tre migranti (Ce n’era anche un quarto, ma ha rinunciato alla domanda) erano giunti a Lampedusa a settembre dello scorso anno, per poi arrivare nella struttura di Pozzallo pochi giorni fa. Subito hanno fatto ricorso contro la decisione di trattenerli fino all’esito della procedura di accoglienza. Ora il Governo, che come dichiara il ministro Matteo Piantedosi ha intenzione di impugnare la sentenza di Catania, teme che l’episodio possa costituire un precedente giuridico e provocare ulteriori ricorsi futuri contro il decreto Cutro.

Matteo Piantedosi
La decisione della giudice Apostolico, oltre alla richiesta di una riforma della giustizia invocata da Matteo Salvini, ha provocato anche l’immediata reazione di Fratelli d’Italia, che dichiara “Non convalidando il trattenimento dei quattro tunisini soggetti alle nuove procedure accelerate di frontiera disposte dal governo“, il giudice ha assunto “decisioni politiche e ideologiche“.

Parole confermate anche dalla deputata Sara Kelany, responsabile del Dipartimento immigrazione di FdI: “Le ordinanze appaiono infatti poco ancorate al quadro normativo vigente e immagino che saranno impugnate dall’avvocatura dello Stato. Spiace dover constatare come ancora una volta si pieghi il diritto all’ideologia. Le sentenze sconfessano non solo e non tanto il decreto del governo, ma la normativa europea su cui il decreto poggia“.

La stessa Giorgia Meloni non ha tardato a reagire: “Sono rimasta basita di fronte alla sentenza del giudice di Catania, che con motivazioni incredibili (“le caratteristiche fisiche del migrante, che i cercatori d’oro in Tunisia considerano favorevoli allo svolgimento della loro attività”) rimette in libertà un immigrato illegale, già destinatario di un provvedimento di espulsione, dichiarando unilateralmente la Tunisia Paese non sicuro (compito che non spetta alla magistratura) e scagliandosi contro i provvedimenti di un governo democraticamente eletto“.
Ora, come accennato, il Ministero dell’Interno ha intenzione di impugnare la decisione della giudice Apostolico. Se andrà a buon fine la rimostranza del Governo, la fondatezza dei richiami giuridici contenuti nella sentenza del Tribunale di Catania sarà sottoposta al vaglio di un altro giudice.
