Milano, incendio alla Torre dei Moro: l’ipotesi del cortocircuito e “L’effetto camino”
Nel grattacielo di Milano, a incendio ormai quasi completamente spento, sono ancora attive le squadre di Vigili del fuoco. Mentre continuano i controlli in ogni appartamento, arrivano i primi accertamenti degli inquirenti, che tra l’altro escludono il rischio di crollo dell’edificio.

L’incendio sembra sia partito da un cortocircuito al 15mo piano, secondo quanto riscontrato dai video di alcune telecamere di sicurezza. Per esserne sicuri si aspettano le relazioni tecniche ufficiali dal Nucleo investigativo antincendi dei Vigili del fuoco, che pur avendo escluso il cedimento della struttura portante teme qualche crollo interno.
“L’edificio non rischia di cadere” ha confermato la Centrale operativa dei vigili del fuoco di Milano “Non è stata intaccata la struttura portante, si è bruciato il rivestimento ma non c’è pericolo che crolli. Abbiamo difficoltà a salire per constatare che tutti siano effettivamente stati evacuati. Per ora siamo arrivati fino al sesto piano”.
Le fiamme sarebbero poi state alimentate dal cosiddetto “Effetto camino”, sfruttando in questo modo il risucchio d’aria che circola nell’intercapedine tra il palazzo e il rivestimento esterno di metallo.
L’antefatto: l’incendio nel famoso palazzo di via Antonini, nella periferia sud di Milano, è iniziato intorno alle 17.45 di ieri. Le famiglie residenti sono state subito evacuate, grazie soprattutto agli stessi inquilini che si sono dati l’allarme a vicenda bussando alle porte dei rispettivi appartamenti. All’’inizio le fiamme erano talmente alte e forti da impedire le operazioni dei Vigili del fuoco, intervenuti con 4 ambulanze, un’automedica del 118 e altri dieci mezzi di soccorso. A preoccupare i residenti e i soccorsi era soprattutto la vicinanza dell’edificio con un impianto di distribuzione carburante.
Nel corso di questa mattina, spenta la maggior parte delle fiamme, i residenti si sono recati a un banco allestito dalla protezione civile per consegnare le chiavi dei loro appartamenti, che serviranno ai Vigili del fuoco per effettuare accertamenti e controlli.

Ora il Dipartimento tutela della salute, dell’ambiente e del lavoro della Procura di Milano, diretto dall’aggiunto Tiziana Siciliano, sta valutando varie ipotesi, tra cui quelle di incendio colposo o disastro. Si cerca soprattutto di capire come sia stato possibile che un palazzo quasi nuovo (circa 10 anni) e dalla facciata ignifuga abbia potuto incendiarsi in questo modo.
“Posso fare solo delle ipotesi sulla base di quel che vedo e di quel che leggo. Mi viene da dire una cosa: visto che il fuoco pare si sia propagato solo all’esterno, se qualcosa non ha funzionato riguarda esclusivamente l’involucro e in particolare il suo rivestimento. Significa cioè che il sistema di sicurezza interno ha funzionato“. Dichiara il professor Angelo Lucchini, docente di Architettura tecnica al Politecnico di Milano, che continua affermando che la Torre del Moro si è incendiata in questo modo “perché il rivestimento è stato realizzato con materiale combustibile, in grado di reagire rapidamente all’innesco che, per quanto è dato sapere, pare sia avvenuto a un piano alto, è inappropriato e non si concilia con i requisiti di sicurezza rispetto al fuoco previsti dal ministero dell’Interno per gli edifici civili. Le linee guida preparate dai vigili del fuoco per il ministero, fatte peraltro molto bene, hanno valore di raccomandazione. È però auspicabile che, anche alla luce di questo caso milanese, si acceleri il passaggio a un livello obbligatorio“.

Giuseppe Sala, fonte: AGF
Da parte sua il sindaco di Milano si è subito attivato: “La magistratura è già al lavoro per chiarire la dinamica dell’incendio, il mio auspicio è che le responsabilità siano accertate con rapidità. La Torre del Moro è stata costruita poco più di 10 anni fa e non è accettabile che un edificio così moderno si sia dimostrato del tutto vulnerabile” ha scritto Giuseppe Sala sul suo profilo Facebook “Le cause dell’incendio sono ancora in via di accertamento. Quello che però è apparso chiaro sin da subito è che il rivestimento esterno del palazzo è andato in fiamme in modo fin troppo rapido, in una dinamica che ha ricordato da vicino l’incendio della Grenfell Tower di Londra di qualche anno fa“.
