Omicidio Desirée Mariottini, condannati i 4 imputati. Due all’ergastolo e gli altri a 27 e 24 anni e mezzo.

La III Corte d’Assise di Roma ha deciso per la condanna a 24 e 27 anni, oltre a due ergastoli, per tutti e quattro gli imputati nell’omicidio di Desirée Mariottini: Alinno Chima, Mamadou Gara, Yussef Salia e Brian Minthe. Quest’ultimo stava per essere scarcerato per decorrenza dei termini, ma rimarrà recluso a causa di nuovi elementi emersi nel corso del dibattimento.

Desirée Mariottini, fonte: AdnKronos

Le accuse per i condannati sono, a vario titolo, violenza sessuale aggravata, omicidio volontario e cessione di stupefacenti a minori. Ad avere l’ergastolo sono il ghanese Yussef Salia e il senegalese Mamadou Gara, mentre Alinno Chima, originario della Nigeria, è stato condannato a 27 anni di reclusione e il senegalese Brian Minthe a 24 anni e sei mesi. Quest’ultimo nella giornata di ieri stava quasi per essere scarcerato per scadenza dei termini di custodia cautelare, ma questa mattina gli è stata notificata una nuova ordinanza a causa di elementi emersi durante il processo, quindi rimarrà in carcere.

Già in passato i magistrati hanno ipotizzato un “Concreto ed attuale pericolo di fuga” per Minthe, temendo che l’imputato, una volta scarcerato, potesse fuggire “Anche al fine di sottrarsi all’esecuzione della pena come da lui fatto nell’immediato al momento del decesso di Mariottini“. L’uomo inoltre “Non ha mostrato segni di resipiscenza“.

Striscione a san Lorenzo

Desirée Mariottini, una ragazza di 16 anni originaria di Cisterna di Latina, venne trovata morta in un immobile abbandonato nel quartiere romano di san Lorenzo, a via dei Lucani. Le successive indagini, basate principalmente sul DNA ritrovato sotto le unghie e nei vestiti della vittima, portarono all’arresto dei quattro extracomunitari, che secondo la ricostruzione dei PM avevano ingannato la ragazza somministrandole un misto di metadone, cocaina, eroina, quetiapina, diazepam, oxazepam e nordiazepam, per poi violentarla e lasciarla morire, priva di soccorsi. In quell’occasione uno dei condannati, Salia, avrebbe esclamato “Meglio lei morta che noi in carcere”.

La zona di san Lorenzo dove è avvenuto l’omicidio

Già a dicembre dello scorso anno i magistrati, pur chiedendo l’assoluzione per alcune accuse, in particolare quelle di somministrazione di stupefacenti e induzione alla prostituzione comminata a Mamadou Gara, avevano chiesto per tutti e quattro l’ergastolo e l’isolamento diurno per un anno. Condanna che è stata infine stabilita per i soli Salia e Gara.

Una sentenza che ha deluso la famiglia della vittima: “Mi attendevo quattro ergastoli, non sono soddisfatta di questa sentenza soprattutto perché uno degli imputati (Minthe, ndr) torna libero e questo non doveva succedere. Non ho avuto giustizia” ha infatti dichiarato Barbara Mariottini, la madre di Desirée, dopo la lettura della sentenza. Questo, prima che venisse invece confermata la detenzione per Minthe.

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