
Roma –Kiev: Asse Draghi-Macron. Italia fa fronte crisi energia
"La conseguenza più drammatica della guerra "è la distruzione dell'Ucraina", afferma il presidente del Consiglio, per questo "non dobbiamo allentare la pressione su Putin" e continuare a chiedere che smetta di bombardare, soprattutto i civili".
Mario Draghi arriva al vertice dei leader europei di Versailles in seguito a un “lungo” incontro con il presidente francese Emmanuel Macron e annuncia che l’Italia “è totalmente allineata” a Parigi nella richiesta di un ulteriore sforzo comune ai partner dell’Unione. La conseguenza più drammatica della guerra “è la distruzione dell’Ucraina”, afferma il presidente del Consiglio, per questo “non dobbiamo allentare la pressione su Putin” e continuare a chiedere che “smetta di bombardare, soprattutto i civili”. Ma le sanzioni che la Ue ha deciso di imporre a Mosca avranno delle ricadute pesanti sulle economie del Vecchio Continente, la crescita mostra già segnali di rallentamento. E l’Europa deve mostrarsi compatta nel sostegno alle economie dei 27 cosi’ come è stata unita nella reazione all’aggressione di Mosca. L’obiettivo è condividere i costi della crisi dunque, ma il fronte europeo sul punto è diviso e l’ipotesi proposta di Macron di varare una sorta di ‘Recovery di guerra’ tutta in salita: per l’olandese Mark Rutte “il Recovery è stato una tantum, non si ripete”.
La premier svedese, Magdalena Andersson, è ancora più’ dura: “Sono stata ministra delle Finanze per sette anni. Alcuni Paesi trovano sempre nuovi argomenti per non pagare le proprie spese”.
Lo stesso Macron prima dell’inizio del vertice sembra fare un passo di lato per non irrigidire il negoziato: “Ora discutiamo degli obiettivi poi troveremo gli strumenti”. Ma il tema è uno dei nodi della nottata e il tentativo di Roma e Parigi è sul tavolo delle trattative.
Intanto, in Italia, gli altri due temi cruciali, collegati alle conseguenze alla guerra in Ucraina, sono la gestione dei profughi in arrivo dal Paese colpito dai raid russi e l’emergenza approvvigionamento energetico. Su questo ultimo punto, il governo ha dato il via libera a sei parchi eolici in Puglia, Basilicata e Sardegna che si aggiungono agli altri due sbloccati lo scorso 18 febbraio, sempre in Basilicata. In tutto circa 0,5 Giga di nuova energia che fluirà sulla rete. Mentre i sindaci sono in allerta: a Roma, Roberto Gualtieri ha convocato per oggi una riunione con Acea per fare il punto sui possibili risparmi, tra le ipotesi che potrebbero essere vagliate anche una possibile riduzione del riscaldamento e un abbassamento della luminosità per alcuni siti e alcune parti della città. A Imperia Claudio Scajola ha optato per il taglio di un grado della temperatura di tutti gli immobili del territorio comunale. La Camera dei deputati ha invece annunciato lo spegnimento dei riscaldamenti con un’ora di anticipo.
L’emergenza energetica riguarda soprattutto le imprese, “a rischio sopravvivenza” come ha riconosciuto il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, durante la riunione del Consiglio dei ministri. L’impatto del caro-energia non si ferma più alle energivore, fonderie, cartiere, imprese della ceramica ma il peso è generalizzato e grava sui pescherecci, come dimostrano le agitazioni nelle Marche, sugli autotrasportatori, pronti nelle ali più estreme al blocco dei Tir già da lunedì, ma anche sulle famiglie, che nei loro bilanci sommano i rincari di tutte le componenti.
