Omicidio Maria Chindamo, un collaboratore di giustizia racconta come è morta la donna

Omicidio Maria Chindamo, un collaboratore di giustizia racconta come è morta la donna

Un collaboratore di giustizia nonchè amico dell'assassino racconta come sono avvenuti i fatti riguardanti la donna scomparsa nel 2016

Era scomparsa nel 2016 facendo perdere le sue tracce.  Si tratta di Maria Chindamo, l’imprenditrice che secondo la ricostruzione dei fatti, sarebbe stata uccisa  per poi essere mangiata dai mangiali o addirittura macinato con un trattore.

E’ ciò che ha raccontato il collaboratore di giustizia, Antonio Cossidente, ex componente della banda dei Basilischi, riguardo alcuni particolari molto agghiaccianti riferiti in precedenza proprio dall’assassino della donna. Andando più nei dettagli, Salvatore Ascone, l’omicida, le aveva chiesto un terreno ma la vittima non ha voluto cederglielo, per questo è stata uccisa.

“Emanuele Mancuso  mi disse che era scomparsa una donna a Limbadi: un’imprenditrice di Laureana di Borrello, la Chindamo. Mi disse che lui era amico di un grosso trafficante di cocaina, detto ‘Pinnolaro’, legato alla famiglia Mancuso da vincoli storici e mi disse che per la scomparsa della donna, avvenuta qualche anno fa, c’era di mezzo questo ‘Pinnolaro’ che voleva acquistare i terreni della donna in quanto erano confinanti con le terre di sua proprietà. ‘Pinnolaro’ aveva pure degli animali, credo che facesse il pastore e questa donna si era rifiutata di cedere le proprietà a questa persona”.

Pinnolaro era chiaramente Ascone indagato per l’omicidio e accusato di aver manomesso la telecamera della sua casa così da non far vedere cosa è successo quel giorno.

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