
Operai morti a Casteldaccia: indagato il titolare della ditta
Per la morte dei cinque operai nella rete fognaria di Casteldaccia è indagato il titolare della ditta che aveva in subappalto i lavori di manutenzione.
Nicolò di Salvo, titolare della Quadrifoglio, l’azienda che aveva ricevuto in subappalto dalla Tek i lavori per la manutenzione fognaria di Casteldaccia, in provincia di Palermo, è ora indagato per omicidio colposo plurimo in relazione alla morte di cinque operai.
Secondo ulteriori ricostruzioni, i cinque (Epifanio Alsazia, Giuseppe La Barbera, Giuseppe Miraglia, Roberto Raneri, Ignazio Giordano) non avrebbero dovuto trovarsi nel pozzo delle fogne, vista il rischio di gas tossici. Ma la sonda del mezzo di autospurgo sembrava bloccata e gli operai avrebbero chiesto al direttore dei lavori di scendere per agire in manuale. Da lì il tappo della sonda sarebbe saltato, investendoli di liquami e idrogeno solforato.
Oltre ai cinque deceduti, altri quattro operai sono rimasti intossicati. Uno, Domenico Viola, è al reparto Rianimazione al Policlinico, in condizioni gravi. I medici parlano di “insufficienza multiorgano” e stanno cercando di capire quali funzioni vitali siano state compromesse negli intossicati.

Intanto il titolare della Quadrifoglio (socio di una delle vittime: Alsazia) è stato raggiunto ieri da un avviso di garanzia, un atto dovuto per permettergli di nominare un medico legale di fiducia che parteciperà oggi all’autopsia delle vittime. L’inchiesta è coordinata dalla Pm Elvira Cuti, e al momento non risultano indagati il direttore dei lavori e responsabile della sicurezza del cantiere e il legale rappresentante della partecipata del Comune.
Oltre a quelle già elencate, gli inquirenti stanno ora cercando di analizzare altre falle nella sicurezza, tra cui il fatto che gli operai sono scesi nelle fogne senza le necessarie maschere di sicurezza, la catena di responsabilità gestionali, e l’eventualità che il personale non fosse abbastanza specializzato per quel lavoro e se avesse seguito prima i necessari corsi di sicurezza.
“Chiediamo risposte immediate all’Ispettorato nazionale del lavoro, al ministro del Lavoro e alla Regione Siciliana”, ha dichiarato la Fp Cgil Sicilia. “Ricordiamo che ad oggi, in Sicilia sono stati inviati dall’Inl solo 30 ispettori del lavoro, nessuno con le professionalità tecniche necessarie per fare verifiche in ambienti confinati come quello di Casteldaccia. Per di più gli ispettori inviati resteranno solo sino a fine anno, mentre la sicurezza e la tutela del lavoro non hanno scadenze temporali. È fondamentale avere un presidio stabile anche in Sicilia: occorre provvedere al più presto all’invio di altri ispettori del lavoro e di ispettori tecnici, garantendo la loro piena operatività e superando inesistenti ostacoli burocratici”.
