Piemonte: Il questore di Biella si è suicidato nel suo ufficio

Questore di Biella da quasi due anni, Gianni Triolo si è tolto la vita nel suo ufficio. Sembra abbia usato la sua pistola d’ordinanza. A trovare il corpo è stata la donna delle pulizie.

Abruzzese di origini, 60 anni, entrò nella Polizia di Stato come Vice Commissario nel 1987 dopo la laurea in Giurisprudenza all’Università di Pisa, dove fu anche Vicario del Questore per 20 anni. Sembra che per togliersi la vita abbia usato la sua pistola d’ordinanza e abbia anche lasciato una lettera, ma nel momento in cui scriviamo i dettagli e le dinamiche rimangono riservati.

Immediate le reazioni. Il sindaco di Biella, Claudio Corradino: “Ho visto il questore ieri, al Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico, non riesco a credere a ciò che è accaduto. Ci siamo scambiati gli auguri, era una persona piacevolissima, con la quale abbiamo sempre collaborato con profitto. Anche da figlio di poliziotto sono particolarmente toccato da questa notizia tremenda“.

Anche Franca Tancredi, prefetto di Biella, ha espresso “Cordoglio e vicinanza alla famiglia del Questore della provincia Gianni Triolo per la prematura scomparsa che ha sconvolto tutte le Istituzioni e la comunità biellese” convocando poi una riunione urgente del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.

Lucia Azzolina, ex ministra dell’Istruzione e deputata del Movimento 5 Stelle, ha dichiarato “Con sconcerto apprendiamo la notizia della scomparsa del Questore Gianni Triolo. Mi unisco al dolore della famiglia e della città di Biella“.

Una reazione ripresa anche da Gilberto Pichetto, senatore biellese e viceministro allo Sviluppo economico: “Rimango senza parole nell’apprendere la notizia della tragica scomparsa del nostro questore di Biella. Gianni Triolo è stato un grande servitore dello Stato e la sua morte lascia un incolmabile vuoto in tutti quelli che lo hanno conosciuto e hanno avuto l’onore e il privilegio di lavorare con lui. Questa notizia addolora tutta la nostra comunità, ci uniamo al cordoglio della sua famiglia, è un dolore fortissimo“.

Non è il primo suicidio nelle Forze dell’ordine in tempi recenti. Già a fine novembre scorso Eugenio Buono, un agente della Digos e volontario della Croce Verde, si suicidò in Questura con la sua pistola d’ordinanza, al termine del turno di lavoro a Torino e dopo aver scritto una lettera, che venne ritrovata sulla sua scrivania.

 

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