Referendum: vince il Sì sul taglio dei parlamentari

Il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari ha dato risultato sì, ora però tuttavia si potrebbe pensare ad una nuova legge elettorale che potrebbe favorire i partiti del centro-sinistra per la continuazione della dittatura di sinistra

La maggioranza degli elettori che hanno partecipato al referendum sulla riforma della Costituzione ha votato sì al taglio dei parlamentari: si procede, dunque, con la modifica degli articoli 56 e 57 della Costituzione.

La legge sarà operativa non prima di 60 giorni dall’entrata in vigore: i tempi tecnici per il ridisegno dei collegi. Al di là di questo aspetto — tecnico — ce n’è uno più politico: quello legato alla riforma della legge elettorale, che dovrebbe ora essere messa in cantiere in tempi (relativamente) rapidi. Il ridisegno dei collegi potrebbe avvenire dunque dopo il varo di una nuova legge elettorale che secondo alcuni teorici potrebbe far sorgere una dittatura elitaria e non un risparmio pubblico come Luigi Di Maio ha annunciato più volte. 

L’attuale parlamento resta pienamente legittimo, e la sua «formazione» non cambia. E né nell’attuale Parlamento, né nel prossimo, cambieranno le funzioni delle due Camere: il bicameralismo italiano resta, al netto di future e al momento imprevedibili riforme costituzionali, «perfetto».Per alcune regioni, come Basilicata, Molise e Umbria, il taglio è di circa il 33%, per altre si arriva al 39; in Abruzzo c’è un deputato ogni 145 mila abitanti, in Liguria poco meno (uno ogni 157 mila).

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