
Il Governo vacilla sulla Tav Salvini pone l’ultimatum sulla questione e il Governo è spaccato
La TAV divide il governo, lite fra Salvini e i Cinque Stelle sulla linea ferroviaria Torino-Lione
Di Alberto Xerry De Caro
Salvini pone l’ultimatum sulla questione e il Governo è spaccato
Il vertice organizzato ieri a palazzo Chigi durato sino a tarda notte per discutere sulla questione Tav, non ha portato ai risultati sperati dal Presidente del Consiglio Conte. Al centro dell’incontro l’analisi dei costi e benefici esaminata e discussa da Salvini e Di Maio coadiuvati da 10 tecnici scelti dalla Lega e dal MS5. Ben presto però terminato il lavoro dei professori chiamati come esperti in materia, l’incontro ha preso immediatamente i risvolti di una vera e propria riunione politica. Da questa riunione emerge che il Governo è spaccato. Se Di Maio sostiene che i costi per la realizzazione dell’opera siano troppo dispendiosi e che i soldi potrebbero essere investiti per aprire altri cantieri utili agli italiani, Salvini è invece dell’idea che “la Tav costa di più non farla che farla”, riferendosi alle penali che sono previste comunque per l’Italia in caso di ripensamento sull’opera da compiere. E poi la nostra Nazione perderebbe così ben 800 milioni, non cantierizzando i lavori della Tav. All’uscita da palazzo Chigi nessuna dichiarazione ufficiale è stata rilasciata dai partecipanti e ciò indica una vera fase di stallo. Chissà se il triunvirato riuscirà a trovare una quadra nelle prossime ore? Lo scenario che si delinea non sembra affatto essere dei migliori. Forse è finita la luna di miele tra i due leader, perché in tanti si pongono la domanda. Il premier Conte ha affermato che il Governo durerà, Di Maio e Salvini sono tuttora fiduciosi di arrivare ben presto ad una sintesi che ponga fine alla lite in corso. Eppure sembra di rileggere in queste frasi proprio le vecchie sceneggiature alla democristiana. Rimandare la questione ad una più attenta analisi, insomma tutto per prendere tempo. Perché la questione non è più solamente economica, bensì nasconde una più seria, quella politica. C’è lo scontro di due mondi diversi, troppo distanti che ora affiora inevitabilmente e che infatti i due leader non riescono più a celare. Ci sono però le elezioni europee alle porte che tengono ancora uniti Salvini e Di Maio. Ma sarà vero che questo matrimonio durerà anche dopo il 26 maggio? Nei matrimoni rispettare gli obblighi che ne derivano, non basta di per se a far durare un’unione felice, perché c’è bisogno di ben altro come è noto. E così per mantenere salda e duratura un’alleanza politica non è sufficiente adempiere a clausole contrattuali di Governo, ma è necessaria la condivisione di idee e ideologie comuni. Ed è ciò che manca veramente a questa alleanza di Lega e MS5. Se il MS5 tornerà presto o tardi a ricercare un nuovo partner difficile da trovare, visto di fatto la sua natura introversa, la Lega sa già dove rivolgere il proprio sguardo che non può essere se non a destra. Non è escluso però che il premier Conte riesca a mediare ancora una volta, tanto quanto basta, per superare questo periodo preelettorale, salvando per un’altro poco così capre e cavoli.
