Sisma in Albania, oggi giornata di lutto nazionale

Sisma in Albania, oggi giornata di lutto nazionale

26 i morti accertati e oltre 650 i feriti. Si scava ancora tra le macerie. L'Italia invia aiuti e Mattarella esprime vicinanza ad un Paese in ginocchio

Per oggi è stata proclamata una giornata di lutto nazionale in memoria delle vittime del terribile terremoto di magnitudo 6.2 che ieri ha colpito la costa settentrionale dell’Albania, vicino a Durazzo. Secondo l’emittente locale Tv Klan le vittime accertate sono al momento 26, tra cui anche due bambini, mentre si contano oltre 650 feriti. Si tratta di un bilancio provvisorio perché si continua a scavare sotto le macerie. Gli ultimi decessi risalgono a ieri sera: due sopravvissuti che si trovavano in ospedale per le ferite riportate non ce l’hanno fatta purtroppo. Si tratta di un ragazzo e di una donna che ha visto morire sotto i suoi occhi la figlia per il crollo della casa dove viveva. Il primo ministro albanese Edi Rama ha visitato i feriti in ospedale e gli sfollati, molti dei quali hanno trascorso la notte nelle tende allestite all’interno dello stadio.

L’epicentro

Il sisma ha avuto il suo ipocentro  a circa 10 km di profondità ed epicentro tra Shijak e Durazzo. Una prima scossa è stata sentita alle 2:54 ora locale fino alla capitale Tirana, un’altra è stata avvertita nel primo pomeriggio, verso le 14. Il terremoto si è sentito fino in Italia, in particolare in Puglia, Basilicata, Campania e Abruzzo. Per la maggior parte le vittime sono state estratte dalle macerie di palazzine crollate a Thumana, una località a circa 40 chilometri a nord di Tirana, e Durazzo, dove è crollato anche un albergo. A Kurbinun uomo è morto dopo essersi gettato dal balcone per tentare dimettersi in salvo.

https://twitter.com/EuronewsAlbania/status/1199606786296291328

La comunità internazionale si è mobilitata per aiutare l’Albania. Dall’Italia il premier Conte ha inviato aerei con delle unità speciali mentre il capo dello Stato Sergio Mattarella ha chiamato il presidente albanese per esprimere “cordoglio, solidarietà e vicinanza alla popolazione.

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