
Spagna, 150 feriti e oltre 30 morti dallo scontro tra i due treni
Il bilancio dello scontro ferroviario avvenuto nei pressi della stazione di Adamuz, in provincia di Cordova, continua ad aggravarsi: 39 vittime accertate e 152 feriti, di cui 24 in condizioni critiche. Avviata un’indagine sulle cause mentre il governo spagnolo proclama tre giorni di lutto nazionale.
Sono 39 i morti e 152 i feriti accertati nel violento scontro tra due treni avvenuto ieri sera in Andalusia, nei pressi della stazione di Adamuz, in provincia di Cordova. Il bilancio resta provvisorio, come ha precisato il ministro dei Trasporti spagnolo, Óscar Puente, che ha annunciato il suo arrivo sul luogo dell’incidente e ha ringraziato pubblicamente i soccorritori per il lavoro svolto durante la notte “in circostanze molto difficili”.
“Il numero delle vittime ha raggiunto quota 39 e non è definitivo”, ha scritto Puente sui social, esprimendo le sue condoglianze alle famiglie delle vittime. Tra i feriti, almeno 24 versano in condizioni critiche, mentre le operazioni di soccorso e messa in sicurezza dell’area sono proseguite per ore.
Secondo quanto riferito dal presidente di Renfe, la società pubblica che gestisce la rete ferroviaria spagnola, Álvaro Fernández Heredia, l’errore umano sarebbe praticamente escluso. Le prime ipotesi investigative si concentrano invece su un possibile problema infrastrutturale o su un guasto al materiale rotabile. Gli investigatori avrebbero individuato un giunto rotto sui binari nel punto dell’impatto, elemento ora al centro delle verifiche tecniche.
Il Comitato di Investigazione sugli Incidenti Ferroviari (CIAF) è stato incaricato di chiarire la dinamica della tragedia, ma non si prevedono conclusioni prima di almeno un mese. Lo stesso ministro Puente ha ammesso che, allo stato attuale, “le cause dell’incidente rimangono sconosciute”.
Intanto emergono precedenti segnalazioni di criticità lungo il tratto ferroviario Adamuz–Villanueva de Córdoba, sulla linea ad alta velocità tra Madrid e l’Andalusia. Il sindacato dei macchinisti Semaf aveva già denunciato anomalie ai binari e problemi alla linea elettrica aerea, mentre Adif, il gestore dell’infrastruttura, aveva registrato numerosi guasti e ritardi negli ultimi mesi, in particolare dopo la ristrutturazione del tratto avvenuta lo scorso maggio.
Il primo ministro Pedro Sánchez ha promesso “assoluta trasparenza” sulle cause del disastro, annunciando tre giorni di lutto nazionale e cancellando tutti i suoi impegni istituzionali, inclusa la partecipazione al Forum Economico di Davos.
Messaggi di cordoglio sono giunti anche dal Papa, che ha espresso profondo dolore per la tragedia e vicinanza alle famiglie delle vittime, incoraggiando al contempo le squadre di soccorso a proseguire nel loro lavoro.
A seguito dell’incidente, i servizi ferroviari ad alta velocità tra Madrid e l’Andalusia restano sospesi, mentre Iberia ha attivato voli aggiuntivi per garantire i collegamenti principali. La Spagna si trova ora a fare i conti con una delle più gravi tragedie ferroviarie degli ultimi anni, mentre l’opinione pubblica attende risposte sulle responsabilità e sulla sicurezza della rete.
