Spagna, vincono le elezioni i socialisti di Pedro Sanchez ma manca la maggioranza

Spagna, vincono le elezioni i socialisti di Pedro Sanchez ma manca la maggioranza

Il Psoe è il primo partito con il 28,7% dei consensi. Crolla invece il partito popolare, mentre l’ultradestra di Vox entra per la prima volta in Parlamento

Il partito socialista guidato da Pedro Sanchez vince le elezioni legislative in Spagna (la foto è di Gazzetta del Sud). In una tornata caratterizzata da un’altissima affluenza (oltre il 75%) il suo Psoe ha ottenuto il 28,7% dei consensi (contro il 22,6% del 2016) e 123 seggi in Parlamento. I Popolari si fermano al 16,7%, un tracollo rispetto al 33% di due anni fa. I centristi di Ciudadanos sono terzi con 57 seggi, la sinistra radicale Podemos quarta con 35 mentre un grande risultato lo porta a casa l’estrema destra di Vox che entra per la prima volta in Parlamento conquistando 24 seggi. Ai catalani di Erc vanno 15 seggi, a JxCat di Puigdemont 7 seggi, ai baschi del Pnv 6 seggi. “Il partito socialista ha vinto le elezioni generali in Spagna e con queste ha vinto il futuro. E ha perso il passato – ha detto subito dopo la vittoria Sanchez. – Abbiamo mandato un messaggio all’Europa e al resto del mondo. Si può vincere l’autoritarismo e l’involuzione. Formeremo un governo pro europeo”.

C’è però da dire che nessuno al momento ha raggiunto i 176 seggi che servono per avere la maggioranza in Parlamento e così i partiti indipendentisti potrebbero ricoprire un ruolo chiave nel rebus delle alleanze. Anche se i socialisti hanno vinto le elezioni non hanno infatti i numeri per formare subito il prossimo governo, neanche con l’alleanza dell’altro grande partito di sinistra, quello di Podemos, arrivando a quota 165 seggi, su un totale di 350. Ora il vero compito di Sanchez sarà trovare un accordo con il fronte indipendentista, non solo i baschi ma anche i catalani.

L’altro volto sorridente delle elezioni è l’estrema destra di Vox, che ha fatto registrare un exploit ottenendo il 10,2% dei consensi. “Questo non è che l’inizio – ha detto il segretario generale del partito Javier Ortega Smith in un discorso in piazza a Madrid. – Ognuno dei nostri deputati farà una vera opposizione, gli altri dovranno rispondere alle nostre proposte. Siamo inarrestabili”. Atmosfera triste invece nella sede del partito popolare, soprattutto alla luce di uno dei risultati peggiori della loro storia ma il leader 38enne Pablo Casado non si lascia abbattere. “Ci mettiamo a lavorare da subito – ha detto. – Sono una persona che non rifugge le responsabilità: il risultato è molto negativo. Al Pp piace vincere e sono diverse elezioni che peggioriamo il nostro risultato”.

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