Strage in Svizzera: il mistero di Emanuele Galeppini

Strage in Svizzera: il mistero di Emanuele Galeppini

Un incendio scoppiato durante i festeggiamenti di Capodanno in un bar della rinomata località sciistica ha causato una tragedia senza precedenti, provocando la morte di almeno 47 persone e il ferimento di oltre 100. Sei italiani risultano dispersi, mentre 13 sono ricoverati in ospedale, alcuni in condizioni critiche. Dagli ultimi aggiornamenti, ci sarebbe anche un ragazzo morto tra gli italiani: si tratta di Emanuele Galeppini, golfista di Genova e residente a Dubai ma secondo la famiglia non c'è ancora la conferma del DNA. 

Un incendio scoppiato durante i festeggiamenti di Capodanno in un bar della rinomata località sciistica Crans -Montana ha causato una tragedia senza precedenti, provocando la morte di almeno 47 persone e il ferimento di 119 persone. Sei italiani risultano dispersi, mentre 13 sono ricoverati in ospedale, alcuni in condizioni critiche. Dagli ultimi aggiornamenti, ci sarebbe anche un ragazzo morto tra gli italiani: si tratta di Emanuele Galeppini, golfista di Genova e residente a Dubai ma secondo la famiglia non c’è ancora la conferma del DNA. Resta quindi un mistero in quanto la Federazione lo ha dato per morto.

Secondo le prime ricostruzioni, le fiamme sarebbero state innescate da candele posizionate su bottiglie di champagne, che hanno toccato il soffitto in legno e generato un rapido flashover, un fenomeno in cui un incendio localizzato si trasforma in un rogo generalizzato in pochi secondi. Testimoni descrivono scene drammatiche, con ragazzi costretti a sfuggire alle fiamme attraverso una sola uscita o rompendo le finestre.

Le operazioni di soccorso hanno visto l’intervento di numerose ambulanze ed elicotteri. Le autorità locali hanno attivato tutti i protocolli di emergenza e l’Italia ha messo a disposizione strutture ospedaliere e personale consolare per assistere i cittadini coinvolti.

Tra i feriti più gravi ci sono due sedicenni e una donna di 30 anni trasferiti in Italia con ustioni sul 30-40% del corpo, mentre altri due rimangono ricoverati in Svizzera per la gravità delle loro condizioni. Le autorità hanno avviato un’indagine per chiarire l’esatta dinamica dell’incendio, che al momento non viene considerato di origine dolosa.

Il procuratore del Vallese ha spiegato che l’identificazione delle vittime sarà un processo complesso e richiederà diversi giorni, a causa delle gravissime ustioni riportate. Il presidente della Confederazione Svizzera ha definito l’evento “una delle peggiori tragedie mai vissute” e ha espresso cordoglio alle famiglie delle vittime.

Le autorità consolari italiane stanno coordinando l’assistenza ai connazionali coinvolti, mentre l’intera comunità internazionale segue con apprensione l’evolversi della situazione.

 

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